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Sicuramente il fenomeno coppetta è esploso negli ultimi anni, da quando – grazie anche a Internet – le donne hanno iniziato a fare passaparola tra loro. Tuttavia, la mitica coppetta ha una storia ben più antica! La prima fu inventata, pensate un po’, già nel 1930! Prima ancora era stato concepito uno strano aggeggio, in realtà più simile ad una cintura di castità che ad una coppetta…come potete vedere dalla foto la funzione era praticamente la stessa (e per di più non si correva il rischio che uscisse!), però non dà l’impressione di una gran comodità, vero?

Negli anni ’30 viene pubblicizzata la Tassette, una coppetta americana creata da Leona Chalmers, che arrivò a scrivere un libro per spiegarne il funzionamento (non c’erano ancora i blog!). La produzione in grande scala fu presto interrotta perché la guerra rese difficile il reperimento del materiale primo, la gomma, ma anche quando viene ripresa, creando la Tassette Inc. le donne americane sembrano ancora piuttosto restie a lasciarsi convincere. Certo, la forma strana non aiuta, ma la resistenza più grande è sicuramente dovuta a tabù di tipo culturale: le donne ritengono ancora poco ‘morale’ inserire un corpo estraneo all’interno del corpo, ed è considerato scandaloso persino usare parole come ‘vagina’ o ‘vaginite’! Non dimentichiamo che siamo nell’America di McArthur, puritana e perbenista e che anche i tamponi non avevano vita facile! 




Negli anni ’60 Tassette cerca di conquistare il pubblico femminile e femminista: l’azienda fallisce e cambia nome più volte, ma riesce a farsi conoscere persino in Olanda. Con il nome di Tassaway nasce un secondo tipo di coppetta, in polimero elastomero (un antenato del TPE della Meluna!) e usa e getta (come la Sotfcup!), ma è solo negli anni ’80 che  inizia la vera rivoluzione, con la coppetta Keeper, sempre made in USA, in gomma naturale: costa 35 $ e ancora oggi è una delle coppette più conosciute in America!


Nel 2000 nel Regno Unito nasce la Mooncup, tuttora la coppetta più famosa in Europa: è l’inizio di un lento ma continuo percorso, che porta la coppetta alla ribalta. Tredici anni dopo possiamo ormai contare più di venti marche di coppette, adatte a tutte le donne – con o senza figli, con flusso scarso o abbondante – e in grado di soddisfare le esigenze fashion di tutte noi, visto che in molti casi sono disponibili persino in più colori! 



PS: quest’articolo è stato liberamente adattato dalla versione inglese presente nel sito del MUM (Museum of Menstruation), una vera miniera d’oro per chi volesse fare un salto nel passato e conoscere i precedenti di quella che si è dimostrata una vera rivoluzione per le donne!

Ieri pomeriggio mi trovavo in gelateria con alcuni amici. Con le ragazze abbiamo finito per parlare di coppette -una di loro l’aveva appena comprata e mi chiedeva dei consigli sull’inserimento… Come spesso succede, la conversazione è stata intercettata dalle antenne pettegole dei ragazzi, e i commenti che ne sono seguiti sono stati, più o meno, questi:

– Una coppetta? Figo, e poi quando la togli schizza tutto? (no comment)
– Ma funziona anche da preservativo?
– Che schifo, io non starei mai con una che la usa (questo era il fidanzato della ragazza in questione…hem…)
– Ma poi la butti nel water?
– Ma se ti metti a testa in giù il flusso risale? ( come no, esce dalle orecchie!!)

Ovviamente, non si può pretendere che il mondo maschile capisca in pieno l’universo che ruota intorno al ciclo femminile, e si sprecano gli stereotipi e i pregiudizi in questo senso. Io sono stata fortunata, perché da subito ho condiviso con il mio ragazzo questa “scoperta” – anche se, poveretto, non ne può più nemmeno lui, tra le varie recensioni e i gruppi d’acquisto! – però mi rendo conto che il tema può essere scottante… Alcune marche scrivono che “la coppetta è seducente, perché anche in quei giorni potete dormire nude con il vostro Lui senza i mutandoni della nonna o fastidiosi fili che escono”…Se posso dire la mia, sono tutte balle: in quei giorni l’ultimo dei miei problemi è dormire nuda o con il pigiamone di pile, e non credo che questo possa compromettere la mia relazione!
E’ vero, però, che se con il vostro partner avete un minimo di confidenza e state pensando di “incoppettarvi”, o se vi conoscete da poco e lui vi propone di andare al mare proprio mentre voi avete il ciclo, può succedere di affrontare l’argomento…Dirglielo? Non dirglielo? Far finta di niente? 
Credo che la soluzione sia molto semplice: il ciclo fa parte di voi, è una cosa con cui – volente o no – dovrà convivere pure lui. Parlare della coppetta, (senza scendere nei dettagli, però, sono comunque ometti suggestionabili!) vuol dire renderlo partecipe di una vostra scelta, ecologica, etica ed economica. Vuol dire renderlo partecipe di una parte di voi stesse! 
Tornando alla discussione di ieri, mi ha colpito la frase di uno dei ragazzi, che ha messo fine alle battute degli altri con un commento: “Se aveste una sorella che la usa, non vi fareste di questi problemi”. Ecco qui: un figlio/fidanzato/amico/fratello informato è infatti il primo passo per vincere  tutta una serie di pregiudizi e di stereotipi legati al ciclo femminile: vostro figlio non si scandalizzerà parlando di coppette con la sua fidanzata, così come il vostro amico…e la ragazza di vostro fratello vi sarà grata per aver già fatto opera di sensibilizzazione! Quindi, non abbiate paura di parlarne, sappiate che state facendo un grande favore a tutte le altre! 🙂 
PS: e ora sono curiosa…con il vostro Lui ne avete parlato? o fate ancora finta di niente tanto non si è accorto che dall’armadio del bagno sono spariti pacchetti e pacchetti di assorbenti?

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