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Si avvicina l’estate e finalmente le più fortunate potranno andare al mare! 
E se siete appassionate di immersioni, magari vi sarete chieste se potete mettere la coppetta anche sott’acqua. A questa domanda ci ha gentilmente risposto una nostra lettrice, che ha scritto direttamente alla DAN (Divers Alert Network – è una fondazione senza fini di lucro che assiste i subacquei in difficoltà tramite una rete internazionale di centrali d’allarme e di soccorso e conduce ricerche scientifiche relative all’attività subacquea.). Vi riportiamo la loro mail di risposta, sperando che sia utile a tutte voi subacquee, professioniste e non! 
 
 
L’uso della coppa mestruale è noto fra le subacquee da alcuni anni e vi sono numerosi reports sul web, anche da parte di subacquee esperte che l’hanno utilizzata frequentemente senza problema, anche a profondità rilevanti.
 
Considerando che il volume delle coppe è modesto ( poco più di 20 ml per le misure più comuni) e che il volume della parte aerea dovrebbe essere ulteriormente ridotto dal sangue mestruale, considerando anche la flessibilità del materiale siliconico di cui la coppa è composta, il rischio di una pressione negativa, con effetto ventosa locale, è assai ridotto.
L’effetto ventosa, infatti, si ha normalmente quando una cavità aera abbia pareti elastiche e rigide o pareti semi-elastiche: al momento in cui le pareti non cedono più alla pressione e diventano rigide, la cavità aerea residua all’interno può andare in pressione negativa e provocare l’effetto ventosa.
Nel caso di un contenitore come la coppetta, totalmente morbido, questo fenomeno dovrebbe essere efficacemente prevenuto dalla flessibilità del materiale.
Consigliabile, comunque, provarla alcuni giorni prima di utilizzarla in immersione, per accertarsi che non generi fastidi generici, e prevedere immersioni “test” poco impegnative, a profondità gradualmente crescente, a conferma della buona tollerabilità anche in immersione.

 

Dr. Alessandro Marroni, M.D.
Chief Medical Officer, DAN Europe Foundation

Il post di oggi è dedicato a qualche precisazione sui gruppi d’acquisto, visto che ormai siete in tante a chiederci informazioni a riguardo!

Come potete vedere nella pagina DOVE COMPRARE , Lunethica ha attivato dei gruppi d’acquisto per facilitare le donne che vogliono prendere insieme la coppetta, e risparmiare in questo modo qualcosa, sia in termini di sconto  (se ce lo fanno!) sia in termini di spedizione.



Come funziona il gruppo d’acquisto? 

Molte aziende ci chiedono di arrivare a un minimo di dieci coppette per avere le spese di spedizione gratis…a volte, quando abbiamo già diverse richieste, ne prendiamo ugualmente dieci, tenendo quelle non vendute nel nostro minuscolo magazzino (attualmente non più grande di un cassetto!). Quindi non pensate “Oddio, dovrò aspettare altre 9 ragazze per avere la mia coppetta!”, ma chiedeteci se ce l’abbiamo da qualche gruppo di acquisto precedente, magari siete fortunate!.

Normalmente, in base alle richieste, cerchiamo di organizzarne uno al mese, e non abbiamo preferenze di marche, nel senso che per noi è indifferente ordinare una Fleurcup o una Mooncup. Ci è successo in questi mesi di attivare più gruppi con Meluna, perché ci è sembrata conveniente in termini di qualità/prezzo, ma non è esclusivo! 


Dov’è attivo il gruppo d’acquisto?



Se abitate a Torino, visto che Lunethica ha sede in questa città, cercheremo di organizzarci per portarti la coppetta GRATIS – oppure troviamo un punto d’incontro facile per entrambe!. Se invece abiti in un’altra città, contattaci ugualmente: possiamo cercare di far partire un gruppo d’acquisto nella tua città, e anche con la spedizione è probabile che ti costi meno di quanto la pagheresti normalmente!

Se il risparmio non ti sembra enorme, sappiate che insieme alla coppetta, con il suo astuccio, avrai altri vantaggi! Il gruppo d’acquisto, infatti, ti dà diritto a diverse cose:

–  con soli  2 euro, vi invieremo un dvd su come allenare il pavimento pelvico;

– ad assistere gratuitamente a spettacoli, incontri formativi sui temi più vari legati alla donna (dallo yoga all’ecocosmesi) che presto porteremo in giro per l’Italia,

– che verrete aggiornate su un grande progetto solidale cui stiamo lavorando…una grande ricerca su come le donne di tutto il mondo vivono “quei giorni” nella loro cultura…e l’ebook per voi sarà ovviamente a prezzo scontato!

ovviamente siete libere di acquistare la coppetta dove e come volete – ripeto, noi non ci guadagniamo niente e siamo felici  per qualsiasi scelta vorrete fare!

Se avete altre domande non esitate a scriverci, e in ogni caso, benvenute tra le future incoppettate!

Il post di oggi esce dagli schemi consueti: dimenticate per un attimo le coppette e date un’occhiata a questo video (è in inglese ma si capisce benissimo).
Una ragazza giovane e carina si mette davanti ad una farmacia con la bicicletta: ha dimenticato la catena a casa e ferma alcuni passanti  maschi chiedendo loro – udite udite!  – se per favore possono comprarle una confezione di tamponi. Le reazioni sono le più varie:
“Stai scherzando?”
“Ti tengo io la bicicletta se vuoi, ma comprateli tu.”
“Non ho capito, ti serve della carta igienica?”
“Tamponi per farci cosa?” (!!!!!)
C’è persino un tizio che non riesce a chiamarli per nome, manco fossero una malattia!

Insomma, alla fine credo che la poveretta dovrà lasciare la bici e andarci lei in farmacia…E a voi, è mai successo di mandare un amico, il compagno, il fratello a comprare questo genere di prodotti al posto vostro? E qual è stata la reazione? Siamo curiose di sapere i commenti, e sopratutto di trovare l’ UOMO DELL’ANNO che regalerà la coppetta alla propria fidanzata/sorella/amica… sconti speciali, promesso!

Ps: un grazie a E., che ci ha testimoniato l’esistenza di uomini che  non solo sono disposti a comprare i tamponi al posto della compagna, ma sono anche esperti in materia! Bravi, date il buon esempio!

Ieri pomeriggio mi trovavo in gelateria con alcuni amici. Con le ragazze abbiamo finito per parlare di coppette -una di loro l’aveva appena comprata e mi chiedeva dei consigli sull’inserimento… Come spesso succede, la conversazione è stata intercettata dalle antenne pettegole dei ragazzi, e i commenti che ne sono seguiti sono stati, più o meno, questi:

– Una coppetta? Figo, e poi quando la togli schizza tutto? (no comment)
– Ma funziona anche da preservativo?
– Che schifo, io non starei mai con una che la usa (questo era il fidanzato della ragazza in questione…hem…)
– Ma poi la butti nel water?
– Ma se ti metti a testa in giù il flusso risale? ( come no, esce dalle orecchie!!)

Ovviamente, non si può pretendere che il mondo maschile capisca in pieno l’universo che ruota intorno al ciclo femminile, e si sprecano gli stereotipi e i pregiudizi in questo senso. Io sono stata fortunata, perché da subito ho condiviso con il mio ragazzo questa “scoperta” – anche se, poveretto, non ne può più nemmeno lui, tra le varie recensioni e i gruppi d’acquisto! – però mi rendo conto che il tema può essere scottante… Alcune marche scrivono che “la coppetta è seducente, perché anche in quei giorni potete dormire nude con il vostro Lui senza i mutandoni della nonna o fastidiosi fili che escono”…Se posso dire la mia, sono tutte balle: in quei giorni l’ultimo dei miei problemi è dormire nuda o con il pigiamone di pile, e non credo che questo possa compromettere la mia relazione!
E’ vero, però, che se con il vostro partner avete un minimo di confidenza e state pensando di “incoppettarvi”, o se vi conoscete da poco e lui vi propone di andare al mare proprio mentre voi avete il ciclo, può succedere di affrontare l’argomento…Dirglielo? Non dirglielo? Far finta di niente? 
Credo che la soluzione sia molto semplice: il ciclo fa parte di voi, è una cosa con cui – volente o no – dovrà convivere pure lui. Parlare della coppetta, (senza scendere nei dettagli, però, sono comunque ometti suggestionabili!) vuol dire renderlo partecipe di una vostra scelta, ecologica, etica ed economica. Vuol dire renderlo partecipe di una parte di voi stesse! 
Tornando alla discussione di ieri, mi ha colpito la frase di uno dei ragazzi, che ha messo fine alle battute degli altri con un commento: “Se aveste una sorella che la usa, non vi fareste di questi problemi”. Ecco qui: un figlio/fidanzato/amico/fratello informato è infatti il primo passo per vincere  tutta una serie di pregiudizi e di stereotipi legati al ciclo femminile: vostro figlio non si scandalizzerà parlando di coppette con la sua fidanzata, così come il vostro amico…e la ragazza di vostro fratello vi sarà grata per aver già fatto opera di sensibilizzazione! Quindi, non abbiate paura di parlarne, sappiate che state facendo un grande favore a tutte le altre! 🙂 
PS: e ora sono curiosa…con il vostro Lui ne avete parlato? o fate ancora finta di niente tanto non si è accorto che dall’armadio del bagno sono spariti pacchetti e pacchetti di assorbenti?

Come vi dicevamo, siamo andate a “Fa’ la cosa giusta” questo week-end. Abbiamo presentato il nostro blog a chi voleva ascoltarci e alle case produttrici di coppette che erano presenti alla fiera. Sopratutto, ci siamo guardate in giro, consapevoli che tutta quella gente presente voleva pur significare qualcosa – un cambiamento di tendenza, voglia di altro, di qualcosa di migliore per se stessi e per l’ambiente, forse.
Abbiamo fatto qualche intervista, di cui leggerete in questi giorni, e abbiamo indagato sui dubbi e le paure tra le neofite della coppetta. Il risultato è questa “carta d’identità”, che non ha la pretesa della verità assoluta, ma può ben rappresentare il profilo della nostra “woman-cup”!

ETA’ MEDIA: 35

FIGLI: 1

USA LA COPPETTA DA: 1 anno circa

POSSIEDE: 2 coppette (cambio di taglia, di gambo, di colore (!!) o ne ha persa una e l’ha ricomprata (!!!)

PASSAPAROLA: sì, a costo di annoiare a morte le sue amiche 🙂

ACQUISTATA: farmacia/negozio bio

L’HA SCOPERTA: tramite un’amica

VITA: lavora, si è cambiata in autogrill e nei bagni pubblici. Fa sport (palestra)

PROBLEMI “TIPICI” : difficoltà di inserimento le prime volte.

FRASE TIPICA: “All’inizio ero scettica, ma ora non tornerei indietro!”

E voi? Rientrate nella nostra carta d’identità ideale? Più ci scrivete più riusciremo a tracciare un profilo esatto, abbiamo bisogno di voi!

 

Oggi noi di Lunethica eravamo ad Asti per l’Ecomaster ““Rifiuti, se li conosci li usi” . Abbiamo incontrato Paola, new entry nel mondo delle coppette, e tra una chiacchiera e l’altra ne abbiamo aprofittato per farle una piccola intervista…ecco a voi la nostra prima testimonial!
 
Lunethica: da quanto tempo usi la coppetta?
Paola: l’ho scoperta da poco quindi non da tanto, solo tre cicli.
 
Lunethica: come l’hai scoperta?
Paola: ne ho sentito parlare da un’amica su Facebook, ho iniziato a interessarmi e dopo aver fatto un po’ di ricerche su Internet mi sono convinta a provarla. Con altre amiche abbiamo fatto un gruppo d’acquisto – più per incoraggiarci a vicenda che per risparmiare! – e abbiamo ordinato la coppetta.
 
Lunethica: come ti sei trovata? 
Paola: all’inizio ho avuto qualche problema di inserimento. Non ero ben sicura di come fare per metterla e il nervosismo iniziale non ha aiutato! In generale mi sono trovata bene, c’è da dire che devo ancora farci un po’ l’abitudine perché è comunque un corpo estraneo e non ero abituata a questo genere di assorbente! Sono sicura che col tempo ci prenderò la mano, la sola idea che con un semplice gesto faccio del bene all’ambiente mi piace talmente che ormai mi sono convertita!
 
Lunethica: qualche svantaggio / problema / difficoltà ?
Paola: come ho detto prima, sicuramente per me l’aspetto più complicato è stato l’inserimento. Credo sia dovuto sopratutto all’abitudine, ma a volte ci metto davvero tanto per inserirla! Anche per questo non mi sono ancora fidata a provarla quando non sono sicura di potermi cambiare a casa, tranquillamente. Vi farò sapere nei prossimi mesi, comunque!
 
Lunethica: la consiglieresti alle tue amiche? 
Paola: la consiglio già! Alcune sono un po’scettiche, ed è normale, ma basta pensare alle cose positive (ambiente, risparmio, comodità eccetera) che secondo me vale la pena provare!
 
Ringraziamo Paola per la sua testimonianza, e speriamo che tante altre donne e ragazze verranno a trovarci per lasciarci la loro impressione…vogliamo sapere tutto, lati positivi ma anche negativi, perché quel che conta  è l’informazione!
 



Oggi variamo un po’ dall’argomento per parlare di yoga. Forse voi non siete tra le donne che durante il ciclo devono fare a tutti i costi equitazione o la ruota, né siete tra quelle che scelgono proprio quei giorni per la prima lezione di deltaplano – ogni volta che guardavo quella pubblicità mi veniva un sacco da ridere! – però magari vi siete poste la domanda se yoga e mestruazioni sono compatibili.

 
La buona notizia è che non solo è possibile fare yoga durante il ciclo, ma anzi, è consigliato in caso di dolori mestruali: perché imbottirsi di antidolorifici quando si può provare, prima, con un metodo naturale, benefico per lo spirito oltre che per il corpo?
Anche se lo yoga come disciplina è stato concepito da uomini e, di conseguenza, non ci sono indicazioni precise a riguardo, è pur vero che da quando le donne hanno iniziato a praticare le Asana – posizioni – è fiorito un bel dibattito sull’argomento. In particolare, Gabriella Cella Al-Chamali ha studiato le sequenze armoniche dello yoga in relazione al ciclo femminile, concentrandosi su quelle posizioni che possono aiutare a regolarizzare le mestruazioni o a diminuire il dolore. Uno dei suoi libri più interessanti lo potete trovare qui.

Come consiglio generale vale la regola di evitare le inversioni, cioè le posizioni in cui il il bacino sta a lungo sopra la testa – per capirci, la classica candela! Anche se praticate queste Asana da tempo e vi sentite a vostro agio, sarebbe bene non tenere queste posizioni per più di tre-cinque cicli respiratori…ovviamente, come per tutte le cose, ogni donna è differente, e anche lo yoga viene vissuto in maniera diversa: c’è chi sceglie di non praticare per tutta la durata del ciclo, chi di usare l’assorbente interno perché ha l’impressione che sia più ‘sicuro’ e chi, semplicemente, evita quelle posizioni che possono creare una sensazione di disagio o fastidio. 
 
Confrontarvi con altre ragazze sull’argomento è sicuramente un buon punto di partenza, ma la risposta la troverete ascoltando il vostro corpo! Noi di Lunethica, intanto, vi postiamo questo video che abbiamo trovato su youtube…a breve metteremo anche le nostre esperienze e i nostri consigli personali!

 



 

Di che materiale è fatta la coppetta mestruale? é sicura? In generale, possiamo dire che la coppetta, al contrario degli assorbenti interni, non ha provocato nessun caso riconosciuto di Sindrome da Shock Tossico (TSS), e questa è già una buona notizia! Detto questo, i materiali  con cui è fatta la coppetta sono tutti anallergici (che si tratti di silicone o di TPE) e per questo motivo non creano problemi alle donne allergiche al lattice o ai tamponi, o che soffrono di eczemi.  Potete farvi un’idea più precisa guardando dai siti delle marche più conosciute [pagina in aggiornamento]
 



MELUNA
Le coppette meluna sono prodotte in Germania con un severo controllo in tutte le fasi della produzione e possiedono certificazioni di qualità degli organi principali del paese. La qualità è certificata dal TÜV (Technical Inspection Association) e dal tedesco DIN EN ISO 9001:2000.
La coppetta mestruale Meluna è fabbricata con elastomero termoplastico (TPE) di alta qualità, antiallergico e medicale, con moltissimi certificati specifici ed alcuni vantaggi rispetto al silicone. L’elastomero termoplastico è stato sviluppato specificatamente per i dispositivi medici e può essere sterilizzato in autoclave e quindi può essere applicato nelle cliniche e negli ospedali pediatrici. Il TPE impiegato nella produzione della coppetta mestruale Meluna, è prodotto secondo il BFR, FDA e possiede i requisiti 2002/72/CE, è certificato ISO 10993-10  Prove di irritazione: la ISO 10993-5 sulla citotossicità, sensibilizzazione ISO 10993-10, USP e delle interazioni fisiche 6.6.1 chimici, tra gli altri.
Anche i colori utilizzati nella fabbricazione delle coppette mestruali Meluna sono prodotti dal Dipartimento di Medicina e di alimenti e sono sotto stretta controllo in Germania.  sito Meluna
 
LADYCUP
Il materiale utilizzato è l’Elastosil. LadyCup ha ottenuto il certificato «Certificate of Compliance USB Biological Tests Classification VI». Ladycup è prodotta esclusivamente nell’EU in silicone anallergico. Il silicone utilizzato non contiene agenti ammorbidenti, lattice, BTA, ftalati. sito Ladycup
 
MOONCUP
La coppetta Mooncup è realizzata in morbido silicone di grado medico, è senza lattice, ipoallergenica e senza sbiancanti, BPA, ftalati, plastica, candeggine o tossine. La Mooncup è ISO 13485:2003 e ha ottenuto l’approvazione FDA per commercializzare le coppette  negli Stati Uniti. Il silicone medico utilizzato per la produzione è certificato come biocompatibile e impiantabile. La coppetta Mooncup è stata premiata con numerosi riconoscimenti, tra i quali Business etico e Best Buy per prodotti biologici amici dell’ambiente ed è raccomandata da medici e ostetriche e dalle associazioni europee Vegani e Vegetariani. sito Mooncup
 
FLEURCUP
 Fleurcup è  prodotta in Francia, ed è realizzata interamente in silicone medico. Purtroppo dal loro sito non siamo riuscite a reperire informazioni più dettagliate, per cui al momento sospendiamo il giudizio in merito.

Scegli tu in che modo aiutarci a realizzare i nostri progetti!