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Ecco la recensione della coppetta Yuuki Economic. Vi confesseremo che l’abbiamo provata più che altro per curiosità, visto che molte di voi ci avevano già anticipato la sua somiglianza alla Yuuki Soft.

In teoria, questa coppetta dovrebbe essere una via di mezzo tra la Soft e la Classic, ma in realtà abbiamo trovato più somiglianze che differenze!

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Una volta i proteggi slip si usavano solo alla fine del ciclo, quando non era più necessario mettere gli assorbenti classici. Da qualche anno, però, hanno fatto capolino diverse pubblicità il cui unico scopo sembra quello di mettere in discussione l’igiene femminile, instillando il dubbio che la donna possa emanare cattivi odori e che tutte le persone che le stanno vicine possano percepirlo. Cerchiamo di sfatare alcuni miti, visto che – come vedrete – si tratta di un’operazione commerciale che nulla a che fare con i ritmi del nostro corpo.

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Allora, vi siete convinte? Volete comprare la vostra coppetta? A breve metteremo nel blog gli indirizzi dei negozi, divisi per regione, in cui potrete trovare la coppetta. Altrimenti, potete scriverci per organizzare con noi, nella vostra città un gruppo d’acquisto!

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Ecco, finalmente ci siamo!

Le mestruazioni iniziano a non essere considerate un tabù, e siamo felici di annunciarvi l’uscita del libro “Aiuto, ho le mie cose!” scritto da Laura Brugnoli e Barbara Monti.

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La primavera porta con sé una ventata di novità…e noi di Lunethica non siamo da meno!
Oggi vi parliamo di un argomento nuovo, che molte di voi sentiranno per la prima volta: le palline per allenare il pavimento pelvico. Ebbene sì, per vari motivi il pavimento pelvico può rilassarsi, e quindi come tutti i muscoli va rinforzato e tonificato!

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Addio panico da “Ma quando mi arrivano? Saranno in ritardo? E se mi anticipano?”. Queste domande che tutte, per un motivo o per l’altro, ci siamo fatte, sono destinate a sparire grazie alla tecnologia. Basta dare un’occhiata ai vari negozi online che permettono di scaricare app per vedere che il mercato ha fatto del ciclo mestruale un vero e proprio business, anche se -per fortuna – molti prodotti si posso installare gratuitamente.

In questo post le ragazze di Lunethica si sentono un po’ geek e vi propongono una carrellata di app concepite appositamente per tenere sotto controllo e prevedere il ciclo mestruale: che vogliate trovare il momento migliore per concepire o, al contrario, che vogliate evitarlo, scegliete la vostra app e avrete tutto sotto controllo!

La prima che vi proponiamo è Calendario Periodo: questa app vi permette, oltre che di tener traccia del cico mestruale, anche di registrare più di 60 stati d’animo (così potrete dimostrare agli amici che non eravate nervose perché vi dovevano arrivare!), le temperature e le variazioni di peso. Ci piace soprattutto perché si può mettere una password ed evitare che qualcuno curiosi impunemente, e per il forum. Qui sotto lo screen.
La seconda è Feminap, un autentico gioiellino! Semplice e facile da usare, questa app permette di registrare con un cuoricino il giorno dei rapporti (protetti o no, che fa la differenza!!), permette di creare note e impostare promemoria, ma sopratutto può essere utile alle neomamme perché non solo è possibile monitorare le variazioni fisiche dovute alla gravidanza, ma anche impostare un programma di “allenamento” per fare gli esercizi di Kegel e rafforzare il pavimento pelvico.
Poi abbiamo Tracker ciclo: anche qui, niente di particolarmente originale, nel senso che questa App è molto simile alle altre del suo genere. Il grande punto di forza è la community interna, nata per scambiarsi consigli su come rimanere incinta. Non avendo questa esigenza, a noi piace perché è bella colorata! 🙂
Numero 4 della nostra lista (che non è in ordine di importanza!) è Period Tracker: la cosa che ci ha fatto ridere è il count down della schermata principale: MANCANO 10 GIORNI!! A parte questo, ha il vantaggio di poter esportare via mail tutti i dati delle mestruazioni, per un’eventuale visita medica (anche qui potete mettere le faccine in base all’umore, ma non credo che la vostra ginecologa lo troverà molto professionale!)
Abbiamo poi LoveCycle, che secondo il nostro modesto parere è un po’infelice, sia per il nome (va bene che con la coppetta va meglio, ma da qui ad amare il ciclo ne passa!) sia per la grafica, che troviamo un po’ spenta e banale. Niente da ridire sul piano funzionale, la App è molto simile alle altre del suo genere.
Infine, ecco Calendario Woman Log: anche qui statistiche, previsioni, possibilità di importare i dati via mail. Punto a sfavore la possibilità di scegliere solo tra 5 stati d’animo, mentre come vantaggio c’è da dire che ha una grafica coloratissima, e la pagina centrale può essere modificata con sfondi diversi!
E voi? Usate una App per tenere sotto controllo i giorni del ciclo? O per scegliere quelli migliori per avere un bimbo? Scriveteci che App usate, siamo curiose!
PS: a scanso di equivoci ricordiamo ancora una volta che nessuna di queste aziende ci ha pagato per sponsorizzare il loro prodotto, usate pure quella che volete! 🙂



Parlando di coppette mestruali con amiche e conoscenti le domande e le obiezioni sono spesso molto simili: “Che schifo!”, ” Non è igienica”, “Ma come faccio a cambiarmi fuori casa?”, “Ma con la coppetta puoi fare pipì?”. Sono domande che talvolta denotano un po’ di pregiudizio sull’argomento – per non parlare delle basi di anatomia femminile…Sono però domande legittime, che le donne si pongono quando si avvicinano ad un argomento nuovo e per lo più ancora poco noto.

Altre volte, invece, le obiezioni sono molto più fantasiose…e non ci resta che prenderle sul ridere!
Le abbiamo raccolte qui per voi, chissà che vi siate fatte le stesse domande e non abbiate osato chiedere pubblicamente 🙂

– Letto su un giornale inglese: la coppetta, assieme all’allattamento al seno, è parte di un disegno maschilista per costringere le donne a stare a casa, dato che è impossibile pensare di cambiarla nel bagno di un ufficio. Il cambio infatti dovrebbe svolgersi così: si toglie la coppetta, si esce dal cubicolo con i pantaloni tenuti su con una mano e la coppetta insanguinata con l’altra, si vuota e si lava nel lavandino davanti a tutte le colleghe e si torna dentro a rimetterla. (come no, io le colleghe le avverto prima proprio perché vengano in bagno a vedere!)
– Letta non ricordo dove: la donna in questione si è trovata in non so che paese in via di sviluppo su un’affollatissima corriera, e si è trovata costretta a cambiarsi il tampax protetta da una coperta: con la coppetta non sarebbe stato possibile, quindi non è affatto più pratica come si dice. (Perchè cambiarsi l’assorbente in pubblico in traballanti corriere è sicuramente una cosa all’ordine del giorno per la maggioranza delle donne…)
– La coppetta è usata per provocare piacere alle donne, quella delle mestruazioni è solo una scusa. (certo, infatti le vendono nei sexy shop!)
– La coppetta può essere usata anche per fare pipì? (una specie di catetere, diciamo…)
– Come fai a dire che sono ecologiche se per ogni ciclo ne devi usare almeno una decina? (evidentemente il concetto di “svuotamento” le era ignoto).
– La coppetta è una mancanza di rispetto verso il proprio uomo, perché lì dentro dovrebbe entrare solo lui. (quando da lì ci uscirà tuo figlio ne riparliamo…)
– Ma quando cammini non si sente il rumore del liquido?? (certo! Sciaff, sciaff…poi mi sono resa conto che era la bottiglietta d’acqua che avevo in borsa).
– Ma la togli con le mani o la vendono con un apparecchio per estrarla? (lo vendono, ma a casa avevo uno sturalavandini, già che c’ero..)

– Quando poi la togli che te ne fai del sangue? (io lo porto all’Avis..se è troppo ci faccio i biscotti. )

– (domanda di un uomo) Ma con la potenza del getto del sangue la coppetta non si stacca? (gli idranti li usano solo i pompieri)


Grazie a Lara e alle donnine del gruppo Donne con la coppetta! E voi? Vi hanno mai fatto domande assurde sulla coppetta?


La candida, contrariamente al nome che porta, è un problema con cui tutte le donne (o quasi) si sono scontrate: per nulla piacevole, questo fungo causa non pochi fastidi, tra cui prurito e perdite biancastre e “ricottose” – sì, il termine non è elegante ma definisce perfettamente l’elemento! La presenza di questo fungo, che appartiene alla famiglia dei saccaromiceti, è in realtà perfettamente normale, sopratutto nel tratto gastro-intestinale: il suo compito, infatti, è di contribuire alla digestione degli zuccheri (non è un caso che tra gli alimenti sconsigliati vi siano sopratutto carboidrati e cibi fermentati, come la pizza, il pane e ahimè anche la pasta e la birra!). 
Per quanto riguarda le cause, senza voler fare i ginecologi della situazione, possiamo individuarle in alcuni stili di vita errati – indumenti aderenti che non  lasciano traspirare la pelle, un’alimentazione scorretta, l’uso prolungato di antibiotici e in alcuni casi degli anticoncezionali. In genere, il Ph della vagina, normalmente acido, subisce degli squilibri, tendendo a valori più basici e favorendo quindi l’infezione. 
I rimedi possono essere vari – molte di noi si ritrovano a dover combattere contro la candida a lungo – e variano da persona a persona. In alcuni casi può bastare una cura naturale, assumendo probiotici, eliminando gli zuccheri dalla dieta o usando l’olio essenziale di tea tree. Tuttavia, in alcuni casi è necessario ricorrere ad antimicotici specifici, e la cura può durare diversi giorni ed estendersi al partner per evitare circoli viziosi sicuramente non auspicabili.

La premessa fondamentale, per non scoraggiare nessuna di voi, è che la coppetta non è in alcun modo responsabile della candida: d’altra parte, proprio come nel caso di un partner che potrebbe ritrasmettervi il fungo, è necessario disinfettare la coppetta eventualmente contagiata per eliminare tutte le spore residue ed evitare che, al ciclo successivo, possano essere nuovamente a contatto con le pareti vaginali. 

In questo caso la semplice bollitura non basta: la procedura più semplice ed economica è l’ipoclorito di sodio – un nome apparentemente complicato, che nasconde la normalissima candeggina ( 1 cucchiaino diluito in un bicchiere acqua) o l’amuchina ( 2-3 cucchiani nel bicchiere d’acqua). Lasciate a bagno per una mezz’oretta, sciacquatela e mettetela nel sacchettino! Facile no? 



Sicuramente il fenomeno coppetta è esploso negli ultimi anni, da quando – grazie anche a Internet – le donne hanno iniziato a fare passaparola tra loro. Tuttavia, la mitica coppetta ha una storia ben più antica! La prima fu inventata, pensate un po’, già nel 1930! Prima ancora era stato concepito uno strano aggeggio, in realtà più simile ad una cintura di castità che ad una coppetta…come potete vedere dalla foto la funzione era praticamente la stessa (e per di più non si correva il rischio che uscisse!), però non dà l’impressione di una gran comodità, vero?

Negli anni ’30 viene pubblicizzata la Tassette, una coppetta americana creata da Leona Chalmers, che arrivò a scrivere un libro per spiegarne il funzionamento (non c’erano ancora i blog!). La produzione in grande scala fu presto interrotta perché la guerra rese difficile il reperimento del materiale primo, la gomma, ma anche quando viene ripresa, creando la Tassette Inc. le donne americane sembrano ancora piuttosto restie a lasciarsi convincere. Certo, la forma strana non aiuta, ma la resistenza più grande è sicuramente dovuta a tabù di tipo culturale: le donne ritengono ancora poco ‘morale’ inserire un corpo estraneo all’interno del corpo, ed è considerato scandaloso persino usare parole come ‘vagina’ o ‘vaginite’! Non dimentichiamo che siamo nell’America di McArthur, puritana e perbenista e che anche i tamponi non avevano vita facile! 




Negli anni ’60 Tassette cerca di conquistare il pubblico femminile e femminista: l’azienda fallisce e cambia nome più volte, ma riesce a farsi conoscere persino in Olanda. Con il nome di Tassaway nasce un secondo tipo di coppetta, in polimero elastomero (un antenato del TPE della Meluna!) e usa e getta (come la Sotfcup!), ma è solo negli anni ’80 che  inizia la vera rivoluzione, con la coppetta Keeper, sempre made in USA, in gomma naturale: costa 35 $ e ancora oggi è una delle coppette più conosciute in America!


Nel 2000 nel Regno Unito nasce la Mooncup, tuttora la coppetta più famosa in Europa: è l’inizio di un lento ma continuo percorso, che porta la coppetta alla ribalta. Tredici anni dopo possiamo ormai contare più di venti marche di coppette, adatte a tutte le donne – con o senza figli, con flusso scarso o abbondante – e in grado di soddisfare le esigenze fashion di tutte noi, visto che in molti casi sono disponibili persino in più colori! 



PS: quest’articolo è stato liberamente adattato dalla versione inglese presente nel sito del MUM (Museum of Menstruation), una vera miniera d’oro per chi volesse fare un salto nel passato e conoscere i precedenti di quella che si è dimostrata una vera rivoluzione per le donne!

Tempo d’estate! Se siete ancora indecise, l’arrivo del caldo e delle sospirate vacanze potrà forse convincervi a provare la coppetta: magari non siete tanto interessate all’aspetto ecologico, né a quello economico, ma di sicuro la coppetta rappresenta una soluzione estremamente pratica per affrontare le lunghe giornate in spiaggia o tra i monti!
 
Immaginate una situazione tipo: andare al mare quando avete il ciclo (sfortuna, ma succede!)
La soluzione 1, quella delle nostre nonne, vi costringeva a mettere un fastidiosissimo assorbente esterno – reso ancora più irritante dal caldo e dal sudore – e restare sotto l’ombrellone in pantaloncini a guardare le amiche fare il bagno. 

Per fortuna, hanno poi inventato gli assorbenti interni, sicuramente più comodi e pratici. Anche la soluzione 2, tuttavia, presenta alcuni svantaggi: in caso di ciclo abbondante ci si deve cambiare ogni 2-3 ore e, se non siete in qualche spiaggia attrezzata, può risultare un’operazione scomoda. Inoltre, a molte di noi l’idea di avere un Tampax zuppo d’acqua di mare (talvolta capita!) proprio lì dentro non pare un’idea brillante – e giustamente, visto che può provocare irritazione… 
Sempre a questo proposito, è utile ricordare che se gli applicatori hanno reso molto facile l’inserimento degli assorbenti interni, purtroppo d’estate – complice l’acqua di mare, il caldo e il sudore – l’estrazione può essere piuttosto difficoltosa, con un effetto “carta vetrata” che può risultare davvero fastidioso. 
Infine, c’è da considerare l’aspetto pratico (dovete portarvene sempre qualcuno di scorta) ed ecologico: dove lo buttate quando lo togliete? Dietro il pino della meravigliosa valle incontaminata in cui siete andate a passeggiare? Tra gli scogli di una baia dall’acqua cristallina? Forse no…in attesa di trovare un cestino il prima possibile vi toccherà portarvelo dietro…e magari, con il caldo, l’odore non sarà tra i più piacevoli!
 
La soluzione 3, la coppetta, presenta invece numerosi vantaggi:
  • Ne basta una, senza dovervi portare ricambi o altro: non si vede, per cui via libera a perizomi e bikini minimal!
  •   In base al vostro flusso può durare anche 12 ore, senza dovervi cambiare! Nel caso dobbiate farlo, la privacy di cui necessitate per cambiare un Tampax è la stessa di cui avete bisogno per togliere e rimettere la coppetta, senza però nessun pacchetto scomodo da buttare in giro. Se l’idea di non poterla sciacquare vi turba, basta mezza bottiglietta d’acqua per sciacquarla e rimetterla.
  • Non irrita, non provoca fastidio, non lascia residui nel canale vaginale e, se ben inserita, non lascia perdite: insomma, è quasi come non avere il cicl
 
Vi abbiamo convinto? Avete già provato la coppetta al mare o in montagna? Come vi siete trovate? Fatecelo sapere anche sulla nostra pagina Facebook qui !

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