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La testimonianza che vi offriamo in questo post è molto particolare: non una, ma ben quattro mamme hanno accettato di raccontarci la loro esperienza con la coppetta!  Come leggerete, sono quattro donne che usano marche diverse ma che hanno tutte un elemento in comune: la voglia di mettersi in gioco e di dare alla coppetta la possibilità di cambiare il loro modo di vivere il ciclo!
 
 
LUNETHICA: Come avete scoperto la coppetta e da quanto la usate?
 
Adriana: Ho scoperto la coppetta per puro caso, navigavo on line alla ricerca di pannolini lavabili per mia figlia che sarebbe nata dopo poche settimane, guardando alcuni video su youtube mi è saltato all’occhio il titolo “coppetta mestruale”…Non nascondo che, forse per la sensibilità alterata dalla gravidanza, all’epoca mi impressionò molto come concetto e giurai che mai e poi mai l’avrei utilizzata, cosa che per fortuna non si è verificata!. Dopo 7 mesi dal parto mi è arrivato il capoparto e come ad ogni ciclo ho avuto terribili fastidi,  irritazione epruriti vari…gia pensavo sconsolata a quando la mia pupa avrebbe cominciato a gattonare, ed io limitata a giocare con lei perche tutta attenta a non assumere posizioni che favorissero eventuali strabordaggi! Allora mi sono ricordata della coppetta e mi sono detta “proviamola!”. Per la scelta sono andata molto ad istinto, ho preso la mamicup sia x l aspetto economico sia perché mi piaceva l’idea che fosse italiana. Mai acquisto fu più azzeccato!


 
Valentina: Ho conosciuto la coppetta grazie alla moglie di mio padre 6/7 anni fa. Lei ne era entusiasta, io ci ho messo più di un anno a convincermi a provarla: prima mi sono dovuta documentare parecchio, ma ero giovane, ingenua e non sapevo cosa mi stavo perdendo, sapevo solo che il periodo del ciclo era una tortura e che non mi piaceva l’idea di inquinare come facevo con gli assorbenti (del resto come madre uso i pannolini lavabili per lo stesso motivo). Per tutti questi motivi ad un certo punto ho pensato che un investimento di una trentina di euro per una Ladycup verde con tutto il suo kit non fosse così oneroso, che se fosse andata male avrei sempre potuto vederla come un’uscita a cena, e mi sono convinta a tentare.
 
Patrizia: Ho scoperto l’esistenza della coppetta mestruale da un’amica che non finirò mai di ringraziare. Un giorno è venuta a trovarmi e mi ha parlato di questa coppetta, e siccome sono un’entusiasta delle novità a prescindere e valutando al volo il potenziale della coppetta, le ho chiesto di invitarmi al gruppo Donne con la Coppetta. Poi è iniziata la lettura assidua dei post, ma ormai ero già certa di comprarla. La sera stessa ne ho parlato a mio marito e siccome ho 36 anni e due parti naturali alle spalle, ho deciso di prendere una Sibell.
 
Linda: Ho scoperto la coppetta per caso navigando on line. Lì per lì lo scetticismo era tantissimo. Poi anche una mia amica ha iniziato a parlarmene e ho cominciato a pensarci seriamente. Alla fine mi sono detta, proviamo! La spesa non era esorbitante e se anche non mi fossi trovata bene non sarebbe stato una grande perdita! Ho acquistato la MeLuna Soft e ora la uso da circa 6 mesi.
LUNETHICA: Come sono state le prime volte?
 
Adriana: premetto che non sono mai riuscita ad utilizzare i tampax, avevo paura quindi di non essere in grado di inserire la coppetta. Ma sia sulle istruzioni che on line avevo trovato molti video che mostravano le varie piegature da poter usare per l’inserimento. È stato davvero molto semplice e veloce, anche se la prima volta ho impiegato 10 minuti ad inserirla, prendendomela molto comoda appunto perché non avevo mai avuto prima quel tipo di confidenza col mio corpo.
 
Valentina:  All’arrivo ho provveduto a sterilizzarla, dopodiché l’ho inserita un paio di volte, in modo da essere preparata per il primo ciclo, e da lì è stato tutto abbastanza naturale; poi insomma, le prime volte il salva slip l’ho messo, e ci è voluto qualche ciclo per capire il posizionamento perfetto, ma si è trattato solo di prendere confidenza con lo strumento, com’è normale che sia. Ho avuto la fortuna di trovare al primo colpo una coppetta che mi andasse bene sia come dimensioni sia come morbidezza, e me ne sono subito innamorata!
 
Patrizia: Appena arrivata l’ho subito sterilizzata e provata senza ciclo (ero troppo curiosa). Considerando che non sono mai a secco perchè ho molte perdite ormonali che mi accompagnano tutto il mese, non ho avuto nessuna difficoltà ad inserirla: seduta a cavalcioni sul bidet con il tablet in una mano e la coppetta nell’altra ho avuto modo di provare le diverse piegature e la piu semplice per me è quella a Push down. In seguito mi è arrivato il ciclo ed è stato come non averlo. Veramente una libidine!!!
 

 

Linda: Quando mi è arrivata l’ho guardata un po’ perplessa, mi sembrava grande e mi sembrava impossibile che quel caso non mi avrebbe dato nessun fastidio! In realtà poi non ho avuto nessuna difficoltà. Sono stata autonoma da subito!

Siamo felici di presentarvi una coppetta tutta italiana, la Mamicup! Anche questa coppetta ci ha conquistato, per tanti motivi che cercheremo di illustrarvi di seguito.

Ho provato la Mamicup trasparente (ma nella foto vedete quella rosa, in edizione limitata, perchè volevo farvi vedere quanto è carina!), nella consueta taglia piccola. La confezione che vedete è quella che ricevete all’acquisto: un foglio con le istruzioni, un sacchettino in cotone e la coppetta. Sono stata favorevolmente colpita dalla morbidezza del materiale, è molto simile a Organicup e Gaiacup nell’effetto “buccia di pesca” benché meno morbida di quest’ultima. In generale si classifica comunque tra le coppette morbide, diciamo all’estremità opposta della Mooncup, tanto per capirci.
Presenta 4 forellini piuttosto piccoli ai bordi, un bordo superiore semirigido che dovrebbe garantire una migliore apertura, la scritta “Mamicup” interna e il gambo piatto con le varie scanalature. Nel mio caso, sapendo già che mi avrebbe dato fastidio, ho ridotto il gambo di circa la metà.

Come vi dicevo, la Mamicup è prodotta in Italia in silicone platinico medicale, è disponibile nella taglia M – quella piccola – e L, più grande e capiente, nei colori trasparente e rosa.

Partiamo dall’aspetto inserimento: ho provato la Mami la sera prima del ciclo, in previsione futura. Complice una cistite finita da poco e la maggior secchezza del canale vaginale dovuta sia all’estate che alla fine dell’ovulazione, non sono riuscita a inserirla senza provare un po’ di fastidio. Per questo motivo ho passato la notte con un assorbente lavabile, senza insistere inutilmente. Infatti, il giorno dopo, quando mi erano effettivamente arrivate, non ho avuto alcun problema ad inserirla. La Mami è effettivamente morbidissima, ma l’anello più rigido la fa scattare subito garantendo una buona apertura (cosa che non succede, per esempio, con la Meluna Soft).
Apsetto capienza: ho riportato in alto la tabella con i dati, personalmente dopo 9 ore non ho riempito nemmeno questa coppetta (ma io ho il flusso di una formica, ormai si è capito, no? ) e non ho avuto perdite. I fori piccolini permettono di non far uscire il flusso anche nel caso vi doveste scordare di cambiare la coppetta: ad ogni modo io non ho registrato perdite né durante la notte né di giorno. 
Per la pulizia, la Mamicup è simile a quasi tutte le altre coppette. Facile da pulire, a parte i forellini che, essendo particolarmente piccoli, non venivano perfettamente puliti: ho risolto mettendola sotto un getto d’acqua un po’ più forte e poi sterilizzandola come sempre a fine ciclo. 

La morbidezza della Mamicup la rende particolarmente confortevole nella fase di rimozione: benché fossi particolarmente sensibile in questi due mesi di prova (complice la cistite e il caldo estivo) non ho avuto problemi ad estrarla. C’è un ottimo sottovuoto che garantisce aderenza, ma senza armeggiare troppo, tirando un po’ per il gambo e un po’ spingendo non ho fatto nessuna fatica a toglierla!

Ultima osservazione, come di consueto, riguardo ai costi: l’abbiamo vista per la prima volta alla fiera del consumo critico a Milano e il prezzo, se non ricordo male, era intorno ai 19 euro. Sul sito di  coppetta-mestruale e adorashop le trovate anche a meno!

Ecco le nostre consuete prove schiaccino, per darvi un’idea della morbidezza di Mamicup – la batte solo Gaiacup e forse la Sibell!

Mamicup (sopra) e Gaiacup (sotto) 

Mamicup (sopra) e Yuuki (sotto)

Mamicup (sopra) e Organicup (sotto)

Mamicup (sopra) e Meluna classic (sotto)

A chi la consiglio: i mio giudizio,ovviamente personale, è decisamente positivo! Consiglierei la Mamicup a chi preferisce una coppetta morbida ma ugualmente scattante nell’apertura, alle donne che hanno avuto figli o sono più sensibili e delicate, o semplicemente meno toniche. E infine a chi vuole una coppetta 100% made in Italy, perché no?

Bisogno di consigli? Se vuoi una risposta ai tuoi dubbi e domande scrivi a Lunethica e le nostre volontarie ti risponderanno: infolunethica@gmail.com

L’intervista-testimonianza di questo post è veramente particolare, a dimostrazione che tutte, ma proprio tutte le donne possono usare la coppetta. Abbiamo parlato con Federica, una ragazza disabile che ha deciso di condividere con noi la sua esperienza: la ringraziamo di cuore per la sua testimonianza e, ancora una volta, speriamo che la lettura di queste righe possano allontanare tutti i dubbi possibili!

L: Come hai scoperto la coppetta e da quanto la usi?

Federica: Ho conosciuto la coppetta tramite un banner su Facebook. Ho comprato la prima coppetta a ottobre 2012, ma ho effettivamente iniziato ad usarla a marzo 2013.
L: Come sono state le prime volte?
F: terribili!!! avevo una fleurcup taglia L, ma non riuscivo a farla aprire, a causa di un ipertono dei muscoli vaginali (cosa di cui mi sono resa conto in seguito, grazie a un gruppo di “incoppettate” su Facebook  (nota di Lunethica: il gruppo è Donne con la coppetta”!) Ho comprato 4 coppette prima di trovare quella che facesse al caso mio, ma Il fatto di averne  cambiate così tante non mi ha spaventata, perché le ragazze del gruppo su Facebook mi hanno sostenuto tantissimo, dicendomi che prima o poi avrei trovato la coppetta giusta, e dandomi consigli sulle coppette da provare.
Quando ho visto il banner su fb ho pensato subito che sarebbe potuta essere una buona idea per sostituirla ai tamponi per l’estate, non pensavo sarebbe stata insostituibile!
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Il post di oggi è dedicato ad una coppetta totalmente differente da quelle provate finora: a partire dalla forma, infatti, la Femmycycle è una coppetta molto diversa da quelle classiche recensite finora. 


Partiamo con una descrizione generale: come potete vedere dalla foto, la Femmy presenta una forma strana: non ha il classico aspetto a campanella,  ma si presenta come tondeggiante, piuttosto corta, con una specie di imbuto in cima – che va ripiegato all’interno quando si inserisce – e un anello alla base che dovrebbe facilitare l’estrazione. Non sono presenti i classici forellini per il sottovuoto, il che dovrebbe evitare l’effetto “risucchio” al momento della rimozione della coppetta.

Qualche dato tenico: la Femmy è prodotta negli Stati Uniti, in un silicone più sottile rispetto ad altre coppette. La ditta produttrice consiglia di cambiarla dopo un anno, perché se uno é propenso a infezioni come candida oppure altri funghi questi non si rimuovono facilmente o solo con la bollitura. Questo discorso credo valga anche per altre coppette, per cui sono un po’ scettica a riguardo. Comunque nella confezione ci sono due coppette proprio per tenerne una di scorta o prenderla insieme ad un’amica se non ne siete sicure (ma nella scatola c’è comunque solo un sacchettino, tenetelo presente).

La coppetta è disponibile solo trasparente e non sono presenti scritte né altro, per consentire una maggiore facilità nella pulizia.  Non ci son taglie, e questo vuole dire che in teoria è stata concepita per adattarsi a tutte le donne – in realtà, per me che sono abituata a coppette medio-piccole riuscire a mettere questa coppetta è stata una piccola odissea…ma vediamo nel dettaglio.


Aspetto inserimento: la coppetta è abbastanza morbida (il paragone immediato che mi viene in mente potrebbe essere con la Yuuki soft, ma dalle foto vi potete fare un’idea).
Ho avuto qualche problema di inserimento, purtroppo: benché la piegassi con facilità non riuscivo a tenerla chiusa, si apriva subito e ovviamente non riuscivo a farla entrare,  perché la base è più larga dell’imboccatura, per cui restava bloccata! Dopo un po’ di armeggiamenti, bagnandola un po’, sono finalmente riuscita ad inserirla. Sapendo che la sua forma particolare non necessita di aprirsi completamente, perché l’imbuto indirizza comunque il flusso all’interno della coppetta – non mi sono preoccupata dell’apertura. Non la sentivo, per cui ero tranquilla, e in effetti non ho avuto perdite durante i giorni del ciclo.

Aspetto pulizia : la femmy è solo trasparente, per cui si vede subito se rimane qualcosa. Non avendo i forellini pulirla è facilissimo perché non rimane del materiale incastrato. Se però avete le dita un po’ cicciotte infilarle nell’imbuto per togliere qualche traccia che non viene immediatamente via sotto l’acqua corrente può non essere un gesto  immediato… Una soluzione può essere di svuotare la coppetta, sciacquare con acqua per togliere il “grosso” , riempirla di acqua col coperchio aperto chiudere la boccuccia del coperchio con due dita e scuotere un po’.

Aspetto capienza: come dicevo, io non ho un ciclo particolarmente abbondante, per cui dopo 8 ore era riempita a meno di metà, nonostante fosse il primo giorno di ciclo… Proprio per la sua forma particolare la consiglio in modo particolare a donne con ciclo medio-abbondante, perché è davvero una coppetta capiente!  Questa la tabella riportata da coppetta-mestruale.


Aspetto rimozione: grazie all’anello piuttosto grande, toglierla è stata una questione di secondi! Proprio l’anello però, nel mio caso almeno, ha rappresentato il punto debole di questa coppetta. È abbastanza morbido, è vero, ma personalmente l’ho sentito durante la giornata, e se dovessi decidere di tenere questa coppetta probabilmente lo toglierei…

Dal punto di vista dei costi, mi pare abbastanza conveniente: 32 euro sul  
sito di coppetta-mestruale.it , spedizioni escluse. Ci sono due coppette per cui, come dicevo, si può tenere la seconda come coppetta di riserva o dividere la spesa con un’amica.
Complessivamente, il mio giudizio non è negativo. Tuttavia, l’anello mi ha dato qualche fastidio.. Inoltre, cambiandomi spesso fuori casa, preferisco una coppetta che, per le mie caratteristiche fisiche, si inserisca più facilmente. Proverò comunque a tenerla un altro mese per avere un’idea più precisa. Complessivamente credo che la Femmy possa essere consigliata a donne che hanno partorito e hanno bisogno di una coppetta dal diametro largo – tenendo ovviamente presente le caratteristiche dell’anello, che ad alcune potrebbe dare fastidio..

Qui di seguito vedete alcune prove “schiaccino”. 
Femmy (sotto) e Yuuki (sopra):


Femmy (sotto) e Mooncup (sopra) :


Femmy (trasparente) e Meluna (viola) :

Abbiamo “conosciuto” Claudia sul gruppo Facebook di Donne con la coppetta, e ne abbiamo approfittato per chiederle di parlarci della sua esperienza: ecco a voi la seconda testimonial!

Lunethica: Come hai scoperto la coppetta e da quanto la usi?
Claudia: Non mi ricordo di preciso come l’ho scoperta, credo di essermi imbattuta per caso su qualcosa che ne parlava e mi sono incuriosita, poi ricordo di aver fatto tante ricerche in rete per capire bene cosa fosse e come si usasse e alla fine l’ho voluta provare. Era il 2008.

L. : Come sono state le prime volte? 
C: Le prime volte inserimento e rimozione alla grande, nessunissimo problema. Il gambetto mi dava fastidio ma avevo già letto che potevo tagliarlo e così dopo 10 minuti era a metà e dopo 20 l’ho tagliato del tutto. I primi cicli un po’ la sentivo, ma col senno di poi immagino fosse solo tensione al pensiero “ommamma, e se l’ho messa male e non tiene e mi sporco?”. Dopo 2-3 cicli è pasato tutto ed ho iniziato a dimenticarmi di averla.

L. : Qualche problema/difficoltà nell’uso?

C: Difficoltà dopo il secondo parto: il mio pavimento pelvico si era molto allentato tanto che la coppetta usciva da sola. Ho fatto gli esercizi di tonificazione (cercando “kegel” in rete si trovano molte informazioni utili) e già dopo 4-5 mesi è tutto tornato quasi come prima. devo continuare ad allenare il pavimento pelvico per migliorare ancora ed evitare che la coppetta scenda quando sono molto stanca e sotto sforzo, ma sono fiduciosa di riuscirci, visti i risultati ottenuti finora.

L. : Un’ultima domanda. UN motivo per cui la consiglieresti alle tue amiche? 
C: Un motivo solo? La pulizia. il sangue rimane tutto dentro la coppetta e non tocca né il canale vaginale né la vulva, niente più macchie sui pantaloni o sugli slip, niente più sorprese sul materasso al risveglio, niente più rotolini di assorbente zuppo da dover buttare (ancora ricordo l’imbarazzo la prima volta a casa dei suoceri), niente tampax sgocciolanti che dondolano pericolosamente dopo l’estrazione, niente più sangue sulle mani e sull’asciugamano facendo la doccia o il bidet. Però ce ne sono anche altri: niente più cattivi odori, niente più irritazioni da assorbente, niente più materasso tra le gambe, niente tampax che fanno male uscendo perché non si sono riempiti bene. Per chi va al mare o in piscina o comunque fa sport i vantaggi sono ancora di più. In pratica è quasi come non averlo, il ciclo. Devi solo ricordarti di svuotare e sciacquare quando è ora in base al tuo flusso, e per questo può essere utile mettere una sveglia perché più di una volta mi è capitato di dimenticarmene, e questo la dice lunga su quanto sia comoda. Sarà che ho un flusso piuttosto abbondante, ma a me la coppetta ha cambiato il modo di vivere il ciclo. Tanto che ora lo vivo più serenamente e non ho più la sindrome premestruale e si sono attenuati molto anche i dolori da ciclo che avevo prima, che evidentemente avevano causa psicologica.

 

Oggi vi parliamo di una coppetta che ha tutti i requisiti per conquistare le “incoppettate”! Ecco a voi Yuuki!

Qualche dato tenico: la Yuuki è prodotta da una ditta ceca con silicone medicale lavorato  in Germania dalla ditta Momentive. Si può ordinare di due taglie (small e large) e due diversi gradi di morbidezza (classic e soft) , per un totale di 4 scelte a seconda della vostra conformazione fisica e delle vostre esigenze! La Yuuki classica appartiene alla famiglia delle semirigide –  simile alla Mooncup – mentre la soft è leggermente più morbida.

La coppetta è disponibile solo trasparente e nel bordo superiore trovate scritto il marchio e la taglia ( non in rilievo, per consentire una maggiore facilità nella pulizia).  Al fondo ci sono tre cerchi in rilievo che permettono di afferrare la coppetta dal culetto anche nel caso decidiate di tagliare il gambo, che comunque è molto morbido. Io ho provato la Yuuki soft taglia piccola, e questa è la mia recensione, che ancora una volta spero vi sia utile!

Partirei con un dettaglio che mi è piaciuto un sacco: il contenitore. Fino alla scorsa volta usavo un pentolino per disinfettarla tra un ciclo e l’altro, ma c’è da dire che il contenitore è utilissimo sia per metterla nel microonde sia per portarla dietro o riporla dopo l’uso.  Inoltre, è gratis, viene spedito insieme alla coppetta al momento dell’acquisto: bella trovata, no?

Passiamo all’aspetto inserimento: la coppetta è semirigida, molto simile alla Mooncup (anche quella soft)
Nessun problema di inserimento, si apre subito! Anzi, bisogna fare attenzione a non allentare la presa nella piega a tulipano – che è quella che uso io di solito – perché fa subito lo scatto di apertura!  Il bordo superiore è leggermente più spesso, il che garantisce aderenza al tessuto pelvico. Non mi ha dato perdite, anche se come al solito dopo 8 ore ne avevo riempita meno di metà.

Aspetto pulizia : la Yuuki è solo trasparente, scelta che condivido, per cui si vede subito se rimangono tracce…i quattro buchini sono scanalati verso il basso, per cui pensavo che mi avrebbe dato gli stessi problemi di pulizia che mi aveva dato la Mooncup. Invece nessun problema, con l’acqua corrente va via tutto, prova superata!

Aspetto capienza: come dicevo dopo 8 ore era riempita a poco meno di metà, ma io ho un flusso scarso, quindi non fateci affidamento! Misurata con la siringa graduata ho visto che contiene 16,5 ml, quindi abbastanza capiente. Preciso che io ho preso la taglia 1, per donne sotto i trent’anni senza figli, e che per misurare la capacità ho calcolato un po’ sotto i due buchini.. La taglia più grande dovrebbe contenere fino a 28 ml, nel caso abbiate bisogno di una coppetta più capiente o preferiate una coppetta dal diametro più largo (circa 47 mm rispetto ai 42 della taglia 1).

Aspetto rimozione: come per Organicup, toglierla è stata una questione di secondi! Nonostante l’ottima aderenza si toglie infatti molto velocemente, il che mi permette di cambiarmi anche in situazioni scomode – anche questa  l’ho testata su Italo, a cui chiederò di fare da sponsor, prima o poi, data la frequenza con cui mi cambio nei suoi bagni!

Dal punto di vista dei costi, mi pare molto conveniente: 18 euro sul  sito di coppetta-mestruale.it , spedizioni escluse! Tenendo presente che c’è anche il contenitore, direi che la cifra è più che ragionevole.

Vogliamo trovarci un difetto? Ok…le istruzioni non sono in italiano, ma solo in inglese, francese, spagnolo e altre lingue europee…ma non credo sia un motivo valido per non comprarla!

Come al solito, se anche voi usate Yuuki saremo liete di pubblicare tra i commenti la vostra esperienza, e se avete domande non esitate a scriverci!!

Eccoci qui, finalmente, con una nuova coppetta da recensire! Dopo aver visto le offerte su Groupon ci siamo incuriosite, e abbiamo chiesto all’azienda danese Organicup di farci provare la coppetta per potervene parlare qui sul blog. Devo dire che sono stati gentilissimi, la coppetta è arrivata subito e visto che – casualmente – ero anche in periodo ciclo ho potuto sperimentarla quasi subito!

Partirei con un dettaglio che ho molto apprezzato: il packaging. So che per molte di voi non è così importante, eppure sono rimasta colpita dalla confezione essenziale: solo un cartoncino, al cui interno si trovano anche le istruzioni, la coppetta e il sacchetto in cotone per riporla. Insomma: niente sprechi di carta, plastica, foglietti volanti che verranno buttati dopo pochi minuti. Se pensiamo che tra le motivazioni che spingono all’uso della coppetta c’è certamente anche quella ecologica, quelli di Organicup mi sembrano decisamente coerenti, no?

Passiamo all’aspetto inserimento: la coppetta è semirigida, molto simile alla Meluna e più morbida di Mooncup…il primo giorno ho avuto un po’ di difficoltà, nonostante la pratica, perché non riuscivo a trovare la giusta angolazione e non mi sembrava completamente aperta – una sensazione confermata dal fatto che c’era qualche piccola perdita…. Dal secondo giorno in poi, invece, non ho avuto nessun problema, l’ho persino cambiata in bilico nella toilette di Italo (ok che non è un regionale, ma non è comunque il massimo della comodità!). Il bordo superiore è leggermente più spesso, il che garantisce aderenza al tessuto. Personalmente, per inserirla continuo a servirmi della piega a tulipano…(vedi post).

Aspetto pulizia : Organicup è solo trasparente, scelta che condivido, per cui si vede subito se rimangono tracce…i quattro buchini sono laterali, per cui è facile pulirli con un po’ d’acqua corrente. da questo punto di vista, nessun problema!

Aspetto capienza: dopo 6 ore era riempita a metà, ma io ho un flusso scarso, quindi non fateci affidamento! Misurata con la siringa graduata ho visto che contiene 16ml, quindi come la Mooncup. Preciso che io ho preso la taglia A, per donne sotto i trent’anni senza figli, e che per misurare la capacità ho calcolato un po’ sotto i due buchini..questo perché non mi sembra il caso di arrivare all’orlo per svuotarla, no? La taglia più grande dovrebbe contenere fino a 25 ml, nel caso abbiate bisogno di una coppetta più capiente.

Concludo con un’osservazione sulla rimozione: se per l’inserimento Organicup è simile alle altre coppette provate finora, per la rimozione le batte tutte: niente sottovuoto, toglierla è stata una questione di tre secondi! Rispetto ad altre coppette, in cui avevo la sensazione dell’utero risucchiato (!) questa è stata una passeggiata! é strano, perché mi sembra all’esterno molto simile alla Meluna, eppure al momento è stata la coppetta che mi ha dato più soddisfazione – se così si può dire! – da questo punto di vista.

Dal punto di vista dei costi, se non avete avuto la fortuna di comprarla sui siti di coupon (Groupon la vendeva a 17 euro) il prezzo di Organicup non è proprio basso: 42 euro, spedizione compresa. La trovate in due taglie: A, per donne sotto i 30 anni senza parti vaginali, e B per tutte le altre. Vi consiglio comunque di tenere sott’occhio i siti di sconti, e il nostro blog, dove vi segnaleremo subito le eventuali promozioni!

E se la nostra lunga recensione vi avesse lasciato ancora qualche dubbio potete sempre andare sul sito internet di Organicup !

A breve metteremo le singole recensioni delle coppette che proveremo man mano, intanto vi proponiamo una piccola comparazione tra Mooncup e Meluna, due tra le marche di coppette più note.

Per la comparazione abbiamo usato una Mooncup B (niente figli, sotto i 30 anni) e una Meluna classic taglia M: nella foto, la Mooncup è quella trasparente e la Meluna quella viola!

Allora, per prima cosa abbiamo considerato un aspetto fondamentale, l’inserimento. La Mooncup, essendo abbastanza rigida, si apre senza difficoltà una volta inserita, evitando di dover far scorrere il dito per verificare l’aderenza e l’apertura. Con la Meluna ho avuto invece più difficoltà, a volte non si apriva bene o non riuscivo a inserirla correttamente e dovevo reinserirla. Consiglio: se non siete particolarmente sensibili orientatevi su una coppetta un po’ più rigida ( la classic, nel caso di Meluna) : la variante soft si apre infatti con più difficoltà proprio perché è morbida…
Seconda cosa fondamentale, la pulizia. La Mooncup presenta più scanalature rispetto alla Meluna, e i forellini sono collocati in verticale lungo una di queste, in modo che a volte, sciacquando la coppetta sotto l’acqua corrente non si riesce a pulirli bene…alla fine ho dovuto usare un ago e farlo passare nel foro per togliere un po’ di residui…la Meluna invece, avendo meno scanalature si pulisce più facilmente.
Un altro aspetto importante è la capienza: anche a vista potete vedere che le due coppette sono molto simili. Personalmente non ho un ciclo abbondantissimo, non riempio mai più di un terzo della coppetta (infatti il prossimo passo sarà acquistare una S!) ma ho fatto il test con la siringa graduata, misurando la capienza fino ai fori: la Mooncup risulta leggermente più capiente (16 ml circa) mentre la Meluna tiene 14 ml.
Infine, per quel che riguarda la rimozione ho notato che la Mooncup ha un’ottima aderenza, e di conseguenza un forte sottovuoto – nonostante abbia 4 fori invece dei 2 della Meluna. Quando la togli fa proprio il risucchio 🙂 La Meluna invece è leggermente meno ‘risucchiante’ – personalmente mi va bene fare un po’ più di fatica a toglierla, se sento che aderisce per benino evitando perdite fastidiose…
Altre domande? Non mi chiedete quale ho scelto io, è ovvio che ogni donna ha le sue preferenze, le sue abitudini e la propria conformazione…spero solo di esservi stata utile!

Per informazione vi segnaliamo anche questo video su Youtube ( è un po’ vecchiotto, però, e soprattutto compara la Meluna SOFT con la Mooncup…e le sue opinioni, come le mie, sono personali, non pensate che sia oro colato eh!).

“La bottega della Luna”, rivenditore italiano di Mooncup, era presente come tutti gli anni a Fa’la cosa giusta. Uno stand tra i più affollati, al punto che per ottenere un’intervista abbiamo dovuto letteralmente farci largo tra la folla! Tra coppette, palline per allenare il pavimento pelvico,  assorbenti per le mestruazioni e libri abbiamo fatto alcune domande alla signora Alberta.
 

 

 
Da quanti anni Mooncup esiste in Italia? Abbiamo iniziato a importare Mooncup nel 2004, ormai 9 anni fa. Il mercato italiano non era certo così disponibile com’è ora, abbiamo dovuto vincere diffidenze e scetticismi…chi ora in Italia vende coppette deve ringraziare il nostro lavoro di sensibilizzazione in un momento in cui, in Italia, non ne parlava nessuno. D’altra parte, per molte donne il nome Mooncup è sinonimo di coppetta mestruale!
 
Una domanda un po’ scomoda: perché la vostra coppetta costa più di altre? È una domanda che ci fanno in tante, ma la risposta è molto semplice. E’ il prezzo del pregio;
la qualità più alta costa sempre un po’ di più. Per prima cosa ci sono i prezzi di importazione da sostenere: le nostre coppette sono prodotte in Inghilterra, e la casa madre chiede ai suoi rivenditori di tenere un prezzo base. Inoltre, ogni piccola scelta ha il suo peso in termini di prezzo finale: per prima cosa ci sono condizioni salariali ottimali, il cotone dei sacchetti è cotone biologico,la carta del libretto di istruzioni è carta riciclata e soprattutto la lavorazione del silicone è fatta in base al miglior rapporto peso-materiale.
 
Può spiegarci meglio? Il vostro silicone è diverso?Si tratta di silicone chirurgico. A volte quando si parla di silicone si dimentica che ne esistono di diversi tipi: il nostro è lo stesso che si usa in chirurgia, per protesi o interventi. È quindi anallergico  e ha determinate caratteristiche (resistenza, morbidezza, ecc…) Questo ha un costo ovviamente.  Mooncup ha tutti i certificati di qualità ISO9000, la certificazione del materiale ed è l’unica ad avere ottenuto il marchio FDA, dal 2002.
 

 

 
Parliamo di costi quindi…La buona notizia è che, per venire incontro alle nostre clienti siamo riusciti a risparmiare – per esempio  sui trasporti e sul packaging – e, in questo modo, siamo riuscite ad abbassare il prezzo della Mooncup e portarlo a euro 29,90 dal primo maggio in tutti i negozi e farmacie.
 
Sconti??  Consigliamo sempre di fare acquisti in gruppo per dividere le spese di spedizione che sono intere sotto i 50 euro, si dimezzano fra i 50 e i 150 euro e si annullano sopra i 150 euro. Abbiamo sempre un dialogo aperto con i GAS. Per loro, con un minimo d’ordine di circa 200 euro avranno diritto al 10% di sconto sui nostri prodotti. Ringraziamo la signora Alberta per la sua gentilezza, e vi ricordiamo che fino al 31 marzo, digitando il codice FCG13 sul sito della Bottega della Luna avrete la possibilità di acquistare la vostra coppetta a soli 24,50 euro + le spese !
 
E voi? avreste qualche domanda da fare a Mooncup? scrivetele qui, non aspettiamo altro per fare una seconda intervista!

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