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Questa volta a grande richiesta recensiamo per voi la super  Luv-ur-Body taglia M ( esiste anche la taglia L, vi spiegheremo le differenze più giù), una coppetta supercapiente adatta alle più esigenti in materia!
La Luv è nigeriana, ma prodotta in Malesya: se tutti questi giri vi fanno dubitare, siate tranquille, perché la certificazione è sicura, prodotta sotto il rigoroso Sistema di Gestione Qualità ISO9001 : 2008, in silicone di grado medico americano approvato dalla FDA. 

 Oltre alla capienza, che permette davvero tantissima autonomia, siamo rimaste colpite anche dalla forma e dal design davvero particolare. Quella che vedete qui, il tester, è trasparente/bianco,  ma esiste anche nei bellissimi colori verde scuro e rosso fuoco! 
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La primavera porta con sé una ventata di novità…e noi di Lunethica non siamo da meno!
Oggi vi parliamo di un argomento nuovo, che molte di voi sentiranno per la prima volta: le palline per allenare il pavimento pelvico. Ebbene sì, per vari motivi il pavimento pelvico può rilassarsi, e quindi come tutti i muscoli va rinforzato e tonificato!

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Questa volta abbiamo provato per voi la Ecocup taglia I (la più piccola, ma esiste anche la taglia II che è un po’ più capiente), una coppetta 100% made in Italy. Perché abbiamo scritto Ecocup/Lybera? Perché si tratta della stessa coppetta, prodotta dalla stessa azienda con gli stessi criteri: cambia il nome e la scatolina, in quanto la prima (Ecocup) la trovate nelle parafarmacie o nei negozi Bio, l’altra (Lybera) esclusivamente in farmacia. 
 
Il materiale di cui è fatta è in silicone medicale platinico ipoallergenico e privo di lattice, quindi uguale ad altre coppette già recensite qui. 
 
Qualche dato tecnico: Ecocup è una coppetta di media rigidità, con un anello rigido, molto scattante e un po’ bombato. La morbidezza della corpo, unita alla rigidità dell’anello (più marcata nella taglia grande) la rendono adatta sia alle donne con un pavimento pelvico allenato, sia a quelle che hanno bisogno di delicatezza: attenzione tuttavia che non si può classificare come morbida, per cui se volete qualcosa di questo genere dovete orientarvi su altre coppette!  Secondo la nostra esperienza, abbiamo constatato che il gambo, benché cavo, risulta un po’ scomodo, cosa a cui si può rimediare facilmente accorciandolo a piacimento.
Ecocup esiste unicamente nel colore bianco opaco trasparente e la confezione comprende un sacchettino di cotone 100% di colore verde.   
 
 
Ecocup ha cinque buchini verticali che garantiscono un ottimo sottovuoto: a nostro parere sono un po’ piccoli per cui, in caso di difficoltà nella pulizia, vi consigliamo di riempire la coppetta con acqua e tapparla con il palmo della mano facendo uscire l’acqua dai fori. Alla base della coppetta ci sono due cerci concentrici e la scritta interna “made in Italy”: i cerchi servono a facilitare l’estrazione permettendo di acchiappare meglio la base, anche se nei casi di donne particolarmente sensibili potrebbero creare un leggero fastidio. Come abbiamo già scritto, il gambetto è cavo ma rigido ed ha un motivo in rilievo a spirale che dovrebbe aiutare nella rimozione, ma che lo rendono di fatto un po’ fastidioso.
 
Alla prova della siringa, sotto la fila più bassa dei buchini, la capienza è di 17 ml, quindi non è capientissima: diciamo che anche la taglia più grande non è adatta a chi ha flussi particolarmente abbondanti.
 
Vediamola nei dettagli.
Aspetto inserimento: Ecocup si inserisce facilmente e si apre senza nessun problema, merito dell’anello piuttosto rigido che scatta subito. Per la mia esperienza posso dire che sia una delle più semplici da inserire. Una nostra lettrice, tuttavia, ha riscontrato un po’ di dolore, come se fosse troppo rigida: se anche voi doveste avvertire questo tipo di fastidio, provate a inumidirla con un po’ d’acqua o di lubrificante a base acquosa!
Aspetto pulizia: è un tipo di coppetta che si pulisce facilmente, i buchini sono un po’ piccoli ma se dovessero rimanere sporchi si può usare il metodo della coppetta tappata come spiegato sopra. Il colore trasparente permette di evidenziare bene eventuali residui, e le scritte non presentano difficoltà a livello di pulizia.
Aspetto capienza: Ecocup non è certo tra le cooppette più capienti, è sconsigliabile per flussi particolarmente abbondanti. Perfetta per chi, invece, ha un flusso leggero! Anche la taglia II, seppur un po’ più grande non è molto capiente (20 ml ai fori rispetto ai 30ml di Mamicup). 
Aspetto rimozione: non è una coppetta complicata da rimuovere, infatti, si riesce a pizzicare facilmente grazie al fondo in rilievo. Attenzione che essendo piuttosto corta, in caso di canale lungo può salire facilmente, e complicare un po’ la rimozione: ancora una volta, niente di grave, basta spingere un po’!
Per quanto riguarda il costo, Ecocup si piazza in fascia media: il prezzo di lancio è di 19.90, ma la trovate spesso in offerta anche a meno, ad esempio su www.coppetta-mestruale.it la trovate scontata a 15.90!
La coppetta più simile: Fleurcup per il materiale “buccia di pesca” e perché è elastica e scattante. 
 
A chi la consigliamo: Ecocup, per il rapporto qualità/prezzo e per la media rigidità è indicata per donne che vogliono avvicinarsi al mondo della coppetta senza spendere troppo. Inoltre è perfetta per le donne che hanno un flusso medio-scarso.

Bisogno di consigli? Se vuoi una risposta ai tuoi dubbi e domande scrivi a Lunethica e le nostre volontarie ti risponderanno: infolunethica@gmail.com

Una coppetta che è tra le  più testate e amate: mesdames ( et messieurs) voilà la coppetta francese Fleurcup!

Come molte altre coppette, anche la Ladycup è in silicone medicale chirurgico ipoallergenica, senza ftalati, senza Bisphenol A né latex o profumi (fonte: il loro sito, dove però non abbiamo trovato il certificato biologico, cosa che invece altre coppette si premurano di pubblicare sul lro osito…mah!)  La Fleur è una coppetta prodotta in Francia, anche se viene spedita dal principato di Andorra – pensiamo per motivi fiscali…cosa non si fa per risparmiare! 

 

 

Qualche dato tecnico: la Fleurcup rientra tra le coppette di media rigidità: è abbastanza morbida nel corpo centrale ma con un anello più rigido. Queste caratteristiche la rendono particolarmente adatta alle donne con un pavimento pelvico allenato ma mi sentirei di consigliarla anche alle donne che sono indecise su quale prima coppetta scegliere e non sono particolarmente sensibili. La pecca più rilevante, a nostro parere ovviamente, è il gambetto: abbiamo dovuto tagliarlo, perché premeva sulle pareti vaginali e dava fastidio. Per quanto sia morbido (anche se non è cavo), le tacchette lo rendono particolarmente antipatico…per questo motivo abbiamo pensato di tagliarlo, cosa che con altre coppette non abbiamo avuto bisogno di fare.  



 
La Fleurcup esiste in due taglie: S ed L, io ho provato la S. Abbiamo notato, però, che la L è leggermente più morbida della taglia piccola. Questa coppetta esiste in quattro colorazioni : rossa, rosa, trasparente e lilla. 
Ha quattro buchini verticali tagliati in diagonale, che creano un buon sottovuoto. Alla base, altro punto dolente, presente dei cerchi concentrici spezzati, che dovrebbero aiutare nell’estrazione ma che per donne particolarmente sensibili temiamo possano risultare piuttosto fastidiosi – non a caso la Fleurcup viene risvoltata spesso. Alla prova della siringa, la capienza è di 23 ml, quindi non moltissimo. La taglia grande, invece, è un po’ più capiente (30 ml.)

 

 
Vediamola nei dettagli:
Aspetto inserimento: questa coppetta si inserisce facilmente e si apre senza nessun problema, merito dell’anello piuttosto rigido che scatta subito (forse persino troppo scattante, almeno quella piccola!) Per la mia esperienza posso dire che sia una delle più semplici da inserire.
Aspetto pulizia: si pulisce facilmente, anche se bisogna insistere un attimo sotto l’acqua corrente per pulire bene i buchini. Il nostro consiglio è di tappare con una mano la coppetta in modo che l’acqua debba uscire per forza dai fori, pulendola. Non ci sono comunque particolare criticità nella pulizia, perché anche quelle colorate evidenziano bene la presenza di residui.
 
Aspetto capienza: la taglia S non è certo tra le più capienti, la sconsiglierei per flussi particolarmente abbondanti. Più consigliabile per chi, come me, ha un flusso leggero. La taglia grande, invece, ha la stessa capienza di altre “large”.
Aspetto rimozione: niente da rilevare in merito. Il gambo piatto e con le scanalature (se lo sopportate) aiuta a trovare facilmente la coppetta. Se, come me, avete dovuto tagliarlo, spingete per farla scendere e procedete pizzicando la coppetta per la base, togliendo il sottovuoto.
 
Per quanto riguarda il costo, Fleurcup è assolutamente tra le più vantaggiose (non a caso è tra le più acquistate!): sul sito costa  14.99, ma spesso si trovano offerte per cui la si può comprare anche a meno. Il prezzo può essere interessante per chi si avvicina alla coppetta ma non vuole spendere tanto..tenete presente però che, nota negativa a nostro parere, non viene fornito nessun sacchettino, cosa che invece tutte le altre marche fanno. Non ci sono nemmeno le istruzioni, bisogna scaricarle dal loro sito…insomma, va bene la salvaguardia dell’ambiente, ma qualche accorgimento in più per coccolare noi donne potevano anche adottarlo, non trovate?

 

La coppetta più simile: Ecocup per il materiale “buccia di pesca” e perché è elastica e scattante. 
 
A chi la consigliamo: la Fleurcup, per il rapporto qualità/prezzo e per la media rigidità è indicata per donne che vogliono avvicinarsi al mondo della coppetta senza spendere troppo. La taglia piccola è perfetta per le donne giovani, che non hanno partorito e che hanno un flusso medio-scarso.

Bisogno di consigli? Se vuoi una risposta ai tuoi dubbi e domande scrivi a Lunethica e le nostre volontarie ti risponderanno: infolunethica@gmail.com

Inauguriamo l’anno nuovo con una recensione che esce dai tradizionali confini europei per arrivare in Canada: vi presentiamo, infatti, la coppetta Divacupgentilmente offerta dall’azienda per poterla recensire qui sul blog. 
 
Come molte altre, anche la Divacup è in silicone medicale chirurgico: qui trovate le certificazioni in inglese. Pensate che nel 2011 ha ricevuto la medaglia d’argento come miglior prodotto per l’igiene e la salute femminile! 
 
Qualche dato tecnico: la Divacup si presente morbida sia nel corpo centrale sia nell’anello superiore. La morbidezza della coppetta la rende particolarmente adatta alle donne con un pavimento pelvico poco allenato, o a coloro che hanno bisogno di delicatezza. L’aspetto più caratteristico di questa coppetta, è la lunghezza. Con i suoi 5.5 cm, infatti, si colloca tra le coppette più lunghe, il che la rende perfetta per le donne che hanno un canale vaginale particolarmente lungo con la cervice posizionata in alto. Proprio a causa della lunghezza il gambo è corto: il fatto che sia morbido e cavo non lo rende fastidioso (a nostro parere…)



 
Ci sono quattro buchini (molto piccoli, a dire il vero) per il sottovuoto, una scanalatura superiore e quattro tacche alla base. La Divacup esiste in due taglie: 1 ed 2, io ho provato la 1, perché sotto i trent’anni e senza figli. Carinissimo il sacchettino, viola con il nome del brand. Purtroppo la coppetta esiste solo trasparente, per cui niente colori da testare…
 
 

 

 
Vediamola nei dettagli:

Aspetto
 inserimento: benché la Divacup sia morbida, non abbiamo avuto problemi ad inserirla.  Nonostante l’anello poco in rilievo non ci sono stati problemi (abbiamo usato la piega a tulipano, che rimane la preferita – per chi avesse il pavimento pelvico particolarmente tonico probabilmente sarà più facile farla aprire usando una piega a C).

Aspetto
 pulizia: si pulisce facilmente, anche se bisogna insistere un attimo sotto l’acqua corrente per pulire bene i buchini perché sono molto piccoli. Come abbiamo già scritto diverse volte, il nostro consiglio è di tappare con una mano la coppetta in modo che l’acqua debba uscire per forza dai fori, pulendola. In genere sconsigliamo di allargare i buchi con un ago, perché si rischia di rovinare la coppetta. Un aspetto che abbiamo trovato solo in questa coppetta è il grande numero di scritte in sovrimpressione: il marchio Divacup, la scritta “made in Canada” e le tacche per misurare il flusso forse sono un po’ troppe, e a volte non permettono una pulizia immediata.
 
 
Aspetto capienzala taglia 1 non è tra le più capienti, la sconsiglierei per flussi particolarmente abbondanti. Alla prova della siringa, misurandola non fino al bordo ma fino ai buchi, la capienza è di 18 ml, quindi non male. La taglia grande dovrebbe essere più capiente.

Aspetto
 rimozione: la sua particolare lunghezza la rende facilmente “reperibile”: difficile che la si perda o che salga troppo! Il gambetto corto non dà fastidio e la forma allungata della coppetta permette di recuperarla senza difficoltà: la sua morbidezza (sopratutto quella dell’anello) permette una rimozione delicata.

Per quanto riguarda il
 costoDivacup si piazza in fascia medio-alta, tra i 26 e i 30 euro. La potete acquistare online sul sito www.divacup.com o contattare il rivenditore italiano qui. Sinceramente, il prezzo non proprio accessibile non ci fa impazzire, ma a livello di qualità non abbiamo niente da ridire.
 
 
La coppetta più simile: Gaiacup, per la morbidezza e la lunghezza

A chi la consigliamo: la Divacup è tra le coppette più lunghe (nella foto sopra vedete il paragone con Mamicup), per cui è indicata per donne che hanno una cervice molto alta e il canale vaginale lungo. Per la sua morbidezza è perfetta per le donne che hanno partorito o che hanno comunque il pavimento pelvico abbastanza rilassato.


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Oggi siamo felicissime di portarvi la testimonianza di due giovanissime! Si tratta di Kristell e Valeria, che gentilmente hanno condiviso la loro esperienza con la coppetta: chissà, forse la loro testimonianza potrà convincere anche le più giovani a provare…
 
 
Lunethica: Come hai scoperto la coppetta e da quanto la usi?
 
Krystell: Ho scoperto la coppetta su un blog in cui parlavano del gruppo di Facebook “Donne con la coppetta”, ho deciso di iscrivermi e in contemporanea ho iniziato a informarmi sui vari siti e blog che parlano di coppette. Poi mi sono decisa a comprarla circa 5 mesi fa.
 
Valeria: Ho scoperto la coppetta mestruale un po’ per caso o forse per destino…sapete quando si è su una pagina web e appare una pubblicità? A me è successo esattamente così.. Per curiosità ho cliccato e ho letto “mai più senza assorbenti”! Mi sono fiondata a leggere questo articolo, incuriosita ho iniziato a cercare e ho trovato molte cose sul web, tutte molto positive. Così ho deciso di provarla!
 

Lunethica: Come sono state le prime volte?
 
Krystell: pensavo fosse una cosa complicata e invece mi son dovuta ricredere, le prime prove le ho fatte senza ciclo e ha funzionato subito tutto bene. Poi durante il primo ciclo ogni tanto dovevo estrarla e rimetterla un po’ di volte per farla aprire bene, ma nulla di “traumatico”.
 
Valeria: Ormai uso la coppetta mestruale da circa 2 anni…fra 2 mesi avrò 17 anni, quindi la uso da quando ne avevo 14 e mezzo e sono molto soddisfatta e contenta di aver lasciato gli assorbenti usa e getta. Le prime volte ero un po’ imbranata sia nell’inserimento che nell’ estrazione, forse perché per me era un’ esperienza nuova e dovevo prenderci mano. Sicuramente ha influito anche la giovane età in cui ho iniziato ad usarla. Il fatto di essere giovane non mi ha spaventato o intimorito anche perchè ero veramente decisa a provare la coppetta: ne ho persino parlato con i miei genitori e con il mio ragazzo e sono stati contenti di questa mia iniziativa!
 
Lunethica: Qualche problema/difficoltà nell’uso?
 
Krystell: Qualche problemino c’è ancora ma è legato al tipo di coppetta. I primi due giorni ho delle perdite, probabilmente devo ancora capire come posizionarla al meglio: le concedo ancora qualche possibilità e poi penserò a trovarne un’altra, magari più adatta a me.
 
Valeria: Le prime volte che ho dovuto toglierla sono stati disastrosi, ma poi è stato tutto più facile.. sono diventata velocissima e non avevo il pensiero di avere sempre in borsa gli assorbenti.. Inizialmente mi ero orientata sulla Meluna S soft perché è piccola e morbida e come prima coppetta credevo andasse meglio. Poi per motivi di capienza ho preso Meluna M classic ma volevo ancora più autonomia e alla fine dopo ricerche sul web ho trovato il rivenditore delle Mamicup a 5 km da casa mia: adesso uso solo lei, è la mia preferita!
 
Lunethica: Un motivo per cui la consiglieresti alle tue amiche?
Krystell: La consiglierei sicuramente perché è comodissima, ti dimentichi di avere il ciclo, non si deve andare in bagno spesso, si può andare al mare/piscina senza alcun problema, non si spendono un sacco di soldi per gli assorbenti che tra l’altro sono anche scomodi!
 
Valeria: La consiglierei a tutte le mie amiche e alle ragazze giovani, anche solo per una questione di libertà! Pensate che bello poter andare al mare e non dover stare sotto l’ ombrellone o andare scuola serene senza il pensiero: “ma gli assorbenti li ho portati? Oddio sono senza come faccio?” La coppetta inoltre è fatta di un materiale ipoallergenico e non irrita…è adatta a tutte le donne, anche alle più giovani!

 

Una coppetta che è tra le  più testate e amate: ecco a voi la Ladycup!
Come molte altre coppette, anche la Ladycup è in silicone medicale chirurgico (qui trovate il certificato biologico, purtroppo scritto solo in ceco!), materiale che il produttore dice poter durare fino a 15 anni. Come la Yuuki e la Gaiacup, anche la Lady è prodotta in Repubblica Ceca.

 

Qualche dato tecnico: la Ladycup è abbastanza morbida nel corpo centrale ma con un anello molto rigido e un po’ bombato. La morbidezza della coppetta, unita alla rigidità dell’anello e della parte superiore la rendono particolarmente adatta alle donne con un pavimento pelvico allenato, ma mi sentirei di consigliarla anche alle donne che hanno bisogno di delicatezza. La pecca più rilevante, a nostro parere ovviamente, è il gambetto: davvero insopportabile! Per quanto sia morbido (è cavo), il suo spessore lo rende particolarmente antipatico…per questo motivo abbiamo pensato di tagliarlo, cosa che con altre coppette non avevamo fatto. 



La Ladycup esiste in due taglie: S ed L, io ho provato la S. Questa coppetta è particolarmente attenta all’aspetto fashion: esiste in molte colorazioni (spesso con nomi accattivanti come “sweet strawberry”, “summer plum”, “touch of lavender”) e ogni colore ha il suo sacchettino coordinato.
Ha sei buchini verticali sfasati su due file (una più alta e una più bassa). Non so se dipenda da questa caratteristica un po’ particolare, ma il sottovuoto viene benissimo e la tiene ben ferma anche quando si va in bagno (e ci siamo capite…). Alla base, invece dei classici cerchi concentrici, ha dei puntini in rilievo che dovrebbero aiutare nell’estrazione. Alla prova della siringa, sotto la fila più bassa dei buchini, la capienza è di 14 ml, quindi non moltissimo. La taglia grande, invece, è un po’ più capiente.  Questa la tabella riportata da coppetta-mestruale.it
 
 
Vediamola nei dettagli:
Aspetto inserimento: questa coppetta si inserisce facilmente e si apre senza nessun problema, merito dell’anello piuttosto rigido che scatta subito. Per la mia esperienza posso dire che sia una delle più semplici da inserire.
Aspetto pulizia: si pulisce facilmente, anche se bisogna insistere un attimo sotto l’acqua corrente per pulire bene i buchini. Il nostro consiglio è di tappare con una mano la coppetta in modo che l’acqua debba uscire per forza dai fori, pulendola. Non ci sono comunque particolare criticità nella pulizia, se non magari il fatto che alcuni colori potrebbero non evidenziare bene la presenza di residui.
 
Aspetto capienza: la taglia S non è certo tra le più capienti, la sconsiglierei per flussi particolarmente abbondanti. Più consigliabile per chi, come me, ha un flusso leggero.
Aspetto rimozione: forse la caratteristica più negativa della Ladycup è l’aspetto rimozione. Avendo un sottovuoto molto potente bisogna riuscire a pizzicarla un po’ più in alto del solito per estrarla agevolmente (inoltre un giorno mi è un salita abbastanza ed ho dovuto spingere un po’ per farla scendere altrimenti non riuscivo a prenderla saldamente con le dita).
 
Per quanto riguarda il costo, Ladycup si piazza in fascia medio-alta, tra i 26 e i 30 euro. La trovate su coppetta-mestruale.it  e su adorashop. Il prezzo può essere interessante per chi vuole una coppetta “fashionista” dai mille colori e con un sacchettino un po’ particolare.
 
La coppetta più simile: Yuuki Soft, perché è elastica e scattante. 
 
A chi la consigliamo: la Ladycup non è tra le coppette più capienti, per cui è indicata per donne che hanno un flusso non molto abbondante. Per la sua rigidità è perfetta per le donne giovani, che non hanno partorito o che hanno comunque il pavimento pelvico abbastanza tonico.
E voi l’avete provata? Come vi siete trovate? Aspettiamo i vostri commenti!
Bisogno di consigli? Se vuoi una risposta ai tuoi dubbi e domande scrivi a Lunethica e le nostre volontarie ti risponderanno: infolunethica@gmail.com
 
 
 

Oggi vi parliamo di una coppetta diversa da tutte le altre, una coppetta disponibile nella versione “usa e getta” e in quella riutilizzabile per un ciclo intero: la Softcup! Si tratta di una coppetta prodotta in Canada, con certificazione ISO e FDA, in elastomero e polietilene (lo stesso materiale usato per cateteri e tettarelle).
Per le nostre lettrici, grazie al campione omaggio gentilmente fornitoci da coppetta-mestruale.it, abbiamo provato la versione che dura tutto il ciclo: 5 giorni a stretto contatto con la Softcup, per meglio darvi un’idea di come potrete trovarvi usando questa coppetta!

Ecco come si presenta la confezione: due coppette confezionate singolarmente in un pacchettino che assomiglia a quello di un banale proteggislip – perfetto da portare in giro in caso di emergenza! – più le istruzioni, che sono anche in italiano.

Softcup è in taglia unica: un anello semi-morbido di circa 7cm circonda la coppetta vera e propria, costituita da un materiale simile alla plastica (ma non lo è!) che ha il compito di raccogliere il sangue. Non vi fate spaventare dal diametro dell’anello, una volta piegato per inserirlo è così sottile che non crea nessun tipo di fastidio – anzi, in alcuni casi è stato più veloce da inserire di una coppetta classica!

Aspetto inserimento: Per inserire Softcup bisogna schiacciare l’ovale, assicurandosi che la parte contenitiva sia rivolta verso il basso. Con il dito bisogna spingere la coppetta verso il basso, facendola scivolare verso la cervice e dietro l’osso pubico. Sul sito di Softcup precisano di non spingere verso l’alto, perché la coppetta si fermerebbe davanti alla cervice e non riuscirebbe a fare il suo lavoro. Una volta inserita correttamente Softcup non si sente, perché si adatta molto bene. Anche l’anello, che mi intimoriva un po’, non ha dato nessun tipo di fastidio!

Aspetto pulizia: il colore trasparente opaco favorisce la perfetta pulizia perché permette di evidenziare subito la presenza di eventuali residui. Abbiamo notato che la coppetta tende ad assottigliarsi (magari era una nostra impressione!) ma è comunque sufficientemente spesso da non rompersi: potrete usarla con tutta tranquillità fino alla fine del vostro ciclo!
Aspetto capienza: La prova con la siringa graduata non ci è sembrata molto attendibile, perché 50 ml non corrispondono all’effettiva tenuta. Infatti, per a sua particolare conformazione orizzontale, è impossibile che arrivi a riempirsi così tanto senza causare fuoriuscite! C’è anche da dire che non bisogna aspettare più di 12 ore per il cambio, per cui anche chi ha il ciclo poco abbondante dovrà cambiarsi tenendo presente questo aspetto.


Aspetto rimozione: come dicevamo prima, benché non siamo mai stati riscontrati casi di sindrome da TSS, i produttori consigliano di rimuovere la coppetta non oltre le 12 ore. Per rimuoverla, l’operazione è molto semplice: bisogna cercare con il dito il bordo della coppetta, agganciarlo e cercare di portarlo gentilmente fuori dal canale vaginale. Il materiale è molto resistente, non dovrebbe rompersi anche se avete le unghie lunghe (a meno che non siate Freddy Krueger, ma questo è un altro discorso!). Cercate di farla uscire in orizzontale, se tirate verso il basso – come ho fatto io la prima volta – rischiate delle fuoriuscite molto poco piacevoli!

Per quanto riguarda il costo, la Softcup si può acquistare on-line, sul sito di coppetta-mestruale.it al costo di € 7,90, escluse spese di spedizione (nella versione riutilizzabile) oppure cercare un negozio nella propria zona, utilizzando il motore di ricerca messo a disposizione dal loro sito qui.
La coppetta più simile: nessuna, Softcup è particolare!
A chi la consigliamo: sopratutto a chi deve viaggiare e non se la sente di portarsi in giro la coppetta classica (per evitare di dimenticarla, perché non può sterilizzarla ecc…). A chi, anche in quei giorni vuole avere rapporti con il partner – ebbene sì, nonostante il mio compagno si sia rifiutato di provare, i produttori garantiscono che si possono avere rapporti con la coppetta inserita! (anche se ovviamente non funziona come anticoncezionale, sia chiaro!!). Qui riproduciamo l’immagine gentilmente fornita da Lara, che mostra splendidamente come ci sia spazio per la coppetta e per “altro” 🙂

Chi non la può usare: non  può usare la Softcup chi ha un dispositivo intrauterino (IUD) perché c’è il rischio che si sposti o si tolga, né chi ha già sofferto di sindrome da shock tossico (TSS). Softcup mette a disposizione anche un servizio medico per chi avesse dei dubbi: il numero è 001-800-4678323.

Bisogno di consigli? Se vuoi una risposta ai tuoi dubbi e domande scrivi a Lunethica e le nostre volontarie ti risponderanno: infolunethica@gmail.com

Questa è la seconda parte di un’intervista quadrupla molto particolare: quattro mamme hanno accettato di raccontarci la loro esperienza con la coppetta!  Come leggerete, sono quattro donne che usano marche diverse ma che hanno tutte un elemento in comune: la voglia di mettersi in gioco e di dare alla coppetta la possibilità di cambiare il loro modo di vivere il ciclo!

 

 
 
LUNETHICA: avete avuto qualche problema o difficoltà nell’uso? 
 
Adriana: Il primo inserimento è stato semplicissimo, l’ estrazione un po’ più complicata per via dell’ inesperienza. Dopo qualche tentativo ho capito che bastava spingere un pochino (come durante il parto!)  per far scendere leggermente la coppetta e poi afferrarla per il culetto, pizzicarla un pochino per togliere il sottovuoto e infine estrarla! A parte questo inizio un po’ macchinoso non ho avuto alcun tipo di difficoltà. Una volta inserita ho un’autonomia di 6-7 ore, non la sento per niente (non credevo fosse possibile avere un oggetto li e non accorgersene nemmeno) e posso fare ogni tipo di movimento senza timore alcuno! Figurati che durante l ultimo ciclo sono andata al mare proprio il primo giorno, le amiche non riuscivano a capire come facessi ad essere cosi tranquilla!!

 
Patrizia: I primi 3 giorni di ciclo mi si apriva bene, poi, forse perché i muscoletti pelvici sono stati messi al lavoro, già il quarto giorno faticavo un po’ a farla aprire (d’altra parte la si-bell è tra le coppette più morbide in assoluto), ma non mi sono scoraggiata. Ho chiesto consigli al gruppo su Facebook “Donne con la coppetta”, e mi sono state suggerite delle coppette: io odio fare shopping e lo faccio solo mirato quando mi serve davvero qualcosa…così dopo qualche indecisione ho comprato la Mamicup taglia L, la Yuuki soft taglia L, la NaturalMamma e la Femmycycle (le ultime due erano quelle che mi ispiravano per la forma, le prime due erano state caldamente consigliate)….. La Mamicup l’ho usata per il secondo ciclo, ma dopo 2 giorni anche lei ha iniziato a darmi qualche problema di apertura e cosi ho provato nello stesso ciclo anche la Yuuki soft. Nel mio caso ha risolto tutti i problemi, è una coppetta morbida ma la contempo scattante e che non lascia il dubbio se sia aperta o meno (fa un bel POP quando si apre!!) e ha tenuto persino in viaggio e al mare in questo quarto ciclo avuto ad agosto. La NaturalMamma l’ho provata 10 minuti: non la sentivo per nulla, ma appena ho aperto le gambe per toglierla è praticamente uscita da sola….troppo lunga per  me. La Femmycycle l’ho provata al terzo ciclo e devo dire che è davvero comoda ma l’idea che non debba aprirsi per funzionare non mi convince ancora del tutto…Al prossimo ciclo vorrei cmq riprovarla perché mi piace molto come forma e materiale.

 
 
Linda: Nessun problema! Forse sono stata estremamente fortunata perché quella che ho preso sembra disegnata per me! Sono riuscita subito a inserirla e toglierla senza problemi e non ho mai avuto una perdita. Non la sento per nulla e mi permette davvero molte ore di autonomia evitando di dovermi cambiare quando sono fuori casa.
 
LUNETHICA: Un motivo per cui la consiglieresti alle tue amiche?
 
Adriana:  Per quel che mi riguarda la coppetta mi ha giovato moltissimo anche sull’aspetto psicologico, proprio grazie alla lunga autonomia e alla comodità assoluta. Davvero ci si dimentica di avere il ciclo, e questo allevia molto i dolori, e l’umore ! Il mio compagno non riesce più a capire quando sono in quei giorni J ! La consiglierei principalmente per la comodità, niente a che vedere con gli assorbenti umidicci e fastidiosi

 
Valentina:  La consiglierei alle amiche per l’impatto ecologico, ma soprattutto per vivere il ciclo in un modo diverso e più sano, e per entrare meglio a contatto col proprio corpo. Quando scopri che puoi comunque fare il bagno al mare o in piscina, mettere i pantaloni bianchi, o essere comunque limitata dal ciclo il meno possibile, non torni indietro! Per non parlare dei cattivi odori inesistenti, zero irritazioni da assorbente, zero rifiuti.. Io non tornerei indietro, e so che per mia figlia sarà lo stesso, dato che gli assorbenti in casa nemmeno li vedrà.

 
Patrizia: Per prima cosa la COMODITA’ di sentirsi libere da impedimenti anche in quei giorni, perché il non avere tra le gambe gli assorbenti è una liberazione: si appiccicano quando fa caldo, ti si spostano se fai una corsetta, rischi lo stesso spostamento quando dormi e quindi devi bardarti modello mutandoni della nonna e stare immobile tesa come una corda di violino per non svegliarti e scoprire di aver allagato il letto… mentre con la coppetta sei tranquilla, puoi indossare quel che vuoi anche nei giorni del ciclo. Qualcuna ha anche notato che siccome il sangue si raccoglie in alto e non gocciola lungo le pareti vaginali, il CICLO DURA MENO, il che non è male! Inoltre NON CI SONO ODORI, infatti il sangue puzza solo se a contatto con l’aria perché prolificano i germi, mentre raccogliendosi all’interno nella coppetta resta pulito e inodore. Pur tutto quanto detto sopra la coppetta è quindi IGIENICA e non sono stati rilevati finora casi di TSS che invece sono riconosciuti nell’uso dei tampax e degli assorbenti. Infine, la coppetta è ECONOMICA: è utilizzabile da un minimo di 5 anni ad un massimo di 10 anni, e il risparmio in denaro è elevatissimo, considerando che le coppette variano da 11 € a 40€ massimo. Per le stesse ragioni è anche ECOLOGICA…insomma, forse mi sono dilungata un po’, ma i PRO sono talmente tanti…non vi pare?

 

Linda:  Uno solo? Scherzi a parte, io la consiglio a tutte! Almeno fate un tentativo prima di dire che non fa per voi! Un motivo può essere anche solo il non avere più la sensazione di bagnato dell’assorbente esterno a contatto con la pelle per giorni. Un altro può essere l’abbattimento della spesa di un anno di assorbenti…Avete mai fatto il conto di quanto vi costa? Se poi volete essere gentili con l’ambiente…. questo è un altro buon motivo!

Oggi vi parliamo di una coppetta morbida e molto capiente: la Gaiacup! Si tratta di una coppetta prodotta in Unione Europea (Repubblica Ceca) in silicone medicale wacker ELASTOSIL, materiale munito di certificato di biocompatibilità – che puoi leggere qui, morbido e vellutato al tatto.

Esiste in due taglie (S ed L), ma in unico colore trasparente opaco. La taglia è riportata in lieve rilievo all’interno del bordo superiore, insieme al logo Gaiacup. Io ho provato la taglia S, consigliata per donne al di sotto dei 25 anni, con flusso normale e che non hanno mai avuto un parto naturale: rispetto alla L pare che sia leggermente più morbida (circa il 15%). Gaiacup è decisamente morbida, con un anello sottile e non troppo rigido,  un gambo piccolo e così flessibile che non ho dovuto tagliarlo e non mi ha dato nessun fastidio. Alla base presenta quattro anelli concentrici che ne facilitano la presa al momento della rimozione ed ha ben sei buchini che creano un buon sottovuoto. Gli anelli non sono troppo in rilievo, credo che siano ‘sopportabili’ anche dalle donne più sensibili.

Aspetto inserimento: Di per sé è molto confortevole anche se mi ha fatto penare non poco per farla aprire (al primo cambio al lavoro, dove non ero proprio rilassatissima, l’ho messa e tolta almeno cinque volte perché si aprisse!), alla fine però ho trovato un ottimo compromesso con il metodo di inserimento a C. Dopo aver trovato il mio metodo, l’inserimento è stato veloce e confortevole (l’anello sottile la rende poco ingombrante). Un consiglio: non sognatevi di inserirla a tulipano se avete un pavimento pelvico un po’ allenato, a meno che non vogliate letteralmente impazzire per farla aprire!
Aspetto pulizia: il colore trasparente opaco favorisce la perfetta pulizia perché permette di evidenziare subito la presenza di eventuali residui. I buchini sono piccoli e verticali, ma si riescono a pulire facilmente con un po’ d’acqua corrente.
Aspetto capienza: alla prova della siringa graduata la capienza, appena sotto i buchini, è stata di circa 21 ml, decisamente capiente per una coppetta taglia S! La Gaiacup, infatti, è parecchio alta seppur stretta, il che la rende capiente senza essere troppo larga. Io non l’ho mai riempita oltre la metà (ma ho un flusso leggero). Il fatto di avere i buchini piuttosto in alto, inoltre, permette di sfruttare tutta la capienza possibile.
Aspetto rimozione: è molto semplice da rimuovere, gli anelli concentrici posti alla base della coppetta rendono agevole “pizzicarla” e tirarla. Anche il bordo sottile favorisce il comfort nella rimozione, senza troppi grattamenti.
Per quanto riguarda il costo, la Gaiacup è un’ottima via di mezzo: si può acquistare sul sito coppetta-mestruale.it al costo di € 22,90, escluse spese di spedizione (al momento è in offerta lancio a 17 euro!) e viene inviata con un bel sacchettino fantasia in due colorazioni, tra i più particolari della nostra collezione!
La coppetta più simile: Sibell per la morbidezza
A chi la consigliamo: la Gaicup è piuttosto lunga, quindi è indicata per donne che hanno la cervice piuttosto in alto. Per la sua capienza è perfetta per il flusso abbondante, e grazie alla morbidezza è particolarmente consigliata a donne che hanno partorito e che hanno il pavimento pelvico un po’ rilassato.

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