Blog

L’intervista-testimonianza di questo post è veramente particolare, a dimostrazione che tutte, ma proprio tutte le donne possono usare la coppetta. Abbiamo parlato con Federica, una ragazza disabile che ha deciso di condividere con noi la sua esperienza: la ringraziamo di cuore per la sua testimonianza e, ancora una volta, speriamo che la lettura di queste righe possano allontanare tutti i dubbi possibili!

L: Come hai scoperto la coppetta e da quanto la usi?

Federica: Ho conosciuto la coppetta tramite un banner su Facebook. Ho comprato la prima coppetta a ottobre 2012, ma ho effettivamente iniziato ad usarla a marzo 2013.
L: Come sono state le prime volte?
F: terribili!!! avevo una fleurcup taglia L, ma non riuscivo a farla aprire, a causa di un ipertono dei muscoli vaginali (cosa di cui mi sono resa conto in seguito, grazie a un gruppo di “incoppettate” su Facebook  (nota di Lunethica: il gruppo è Donne con la coppetta”!) Ho comprato 4 coppette prima di trovare quella che facesse al caso mio, ma Il fatto di averne  cambiate così tante non mi ha spaventata, perché le ragazze del gruppo su Facebook mi hanno sostenuto tantissimo, dicendomi che prima o poi avrei trovato la coppetta giusta, e dandomi consigli sulle coppette da provare.
Quando ho visto il banner su fb ho pensato subito che sarebbe potuta essere una buona idea per sostituirla ai tamponi per l’estate, non pensavo sarebbe stata insostituibile!
Read More

Il post di oggi è dedicato ad una coppetta totalmente differente da quelle provate finora: a partire dalla forma, infatti, la Femmycycle è una coppetta molto diversa da quelle classiche recensite finora. 


Partiamo con una descrizione generale: come potete vedere dalla foto, la Femmy presenta una forma strana: non ha il classico aspetto a campanella,  ma si presenta come tondeggiante, piuttosto corta, con una specie di imbuto in cima – che va ripiegato all’interno quando si inserisce – e un anello alla base che dovrebbe facilitare l’estrazione. Non sono presenti i classici forellini per il sottovuoto, il che dovrebbe evitare l’effetto “risucchio” al momento della rimozione della coppetta.

Qualche dato tenico: la Femmy è prodotta negli Stati Uniti, in un silicone più sottile rispetto ad altre coppette. La ditta produttrice consiglia di cambiarla dopo un anno, perché se uno é propenso a infezioni come candida oppure altri funghi questi non si rimuovono facilmente o solo con la bollitura. Questo discorso credo valga anche per altre coppette, per cui sono un po’ scettica a riguardo. Comunque nella confezione ci sono due coppette proprio per tenerne una di scorta o prenderla insieme ad un’amica se non ne siete sicure (ma nella scatola c’è comunque solo un sacchettino, tenetelo presente).

La coppetta è disponibile solo trasparente e non sono presenti scritte né altro, per consentire una maggiore facilità nella pulizia.  Non ci son taglie, e questo vuole dire che in teoria è stata concepita per adattarsi a tutte le donne – in realtà, per me che sono abituata a coppette medio-piccole riuscire a mettere questa coppetta è stata una piccola odissea…ma vediamo nel dettaglio.


Aspetto inserimento: la coppetta è abbastanza morbida (il paragone immediato che mi viene in mente potrebbe essere con la Yuuki soft, ma dalle foto vi potete fare un’idea).
Ho avuto qualche problema di inserimento, purtroppo: benché la piegassi con facilità non riuscivo a tenerla chiusa, si apriva subito e ovviamente non riuscivo a farla entrare,  perché la base è più larga dell’imboccatura, per cui restava bloccata! Dopo un po’ di armeggiamenti, bagnandola un po’, sono finalmente riuscita ad inserirla. Sapendo che la sua forma particolare non necessita di aprirsi completamente, perché l’imbuto indirizza comunque il flusso all’interno della coppetta – non mi sono preoccupata dell’apertura. Non la sentivo, per cui ero tranquilla, e in effetti non ho avuto perdite durante i giorni del ciclo.

Aspetto pulizia : la femmy è solo trasparente, per cui si vede subito se rimane qualcosa. Non avendo i forellini pulirla è facilissimo perché non rimane del materiale incastrato. Se però avete le dita un po’ cicciotte infilarle nell’imbuto per togliere qualche traccia che non viene immediatamente via sotto l’acqua corrente può non essere un gesto  immediato… Una soluzione può essere di svuotare la coppetta, sciacquare con acqua per togliere il “grosso” , riempirla di acqua col coperchio aperto chiudere la boccuccia del coperchio con due dita e scuotere un po’.

Aspetto capienza: come dicevo, io non ho un ciclo particolarmente abbondante, per cui dopo 8 ore era riempita a meno di metà, nonostante fosse il primo giorno di ciclo… Proprio per la sua forma particolare la consiglio in modo particolare a donne con ciclo medio-abbondante, perché è davvero una coppetta capiente!  Questa la tabella riportata da coppetta-mestruale.


Aspetto rimozione: grazie all’anello piuttosto grande, toglierla è stata una questione di secondi! Proprio l’anello però, nel mio caso almeno, ha rappresentato il punto debole di questa coppetta. È abbastanza morbido, è vero, ma personalmente l’ho sentito durante la giornata, e se dovessi decidere di tenere questa coppetta probabilmente lo toglierei…

Dal punto di vista dei costi, mi pare abbastanza conveniente: 32 euro sul  
sito di coppetta-mestruale.it , spedizioni escluse. Ci sono due coppette per cui, come dicevo, si può tenere la seconda come coppetta di riserva o dividere la spesa con un’amica.
Complessivamente, il mio giudizio non è negativo. Tuttavia, l’anello mi ha dato qualche fastidio.. Inoltre, cambiandomi spesso fuori casa, preferisco una coppetta che, per le mie caratteristiche fisiche, si inserisca più facilmente. Proverò comunque a tenerla un altro mese per avere un’idea più precisa. Complessivamente credo che la Femmy possa essere consigliata a donne che hanno partorito e hanno bisogno di una coppetta dal diametro largo – tenendo ovviamente presente le caratteristiche dell’anello, che ad alcune potrebbe dare fastidio..

Qui di seguito vedete alcune prove “schiaccino”. 
Femmy (sotto) e Yuuki (sopra):


Femmy (sotto) e Mooncup (sopra) :


Femmy (trasparente) e Meluna (viola) :

Abbiamo “conosciuto” Claudia sul gruppo Facebook di Donne con la coppetta, e ne abbiamo approfittato per chiederle di parlarci della sua esperienza: ecco a voi la seconda testimonial!

Lunethica: Come hai scoperto la coppetta e da quanto la usi?
Claudia: Non mi ricordo di preciso come l’ho scoperta, credo di essermi imbattuta per caso su qualcosa che ne parlava e mi sono incuriosita, poi ricordo di aver fatto tante ricerche in rete per capire bene cosa fosse e come si usasse e alla fine l’ho voluta provare. Era il 2008.

L. : Come sono state le prime volte? 
C: Le prime volte inserimento e rimozione alla grande, nessunissimo problema. Il gambetto mi dava fastidio ma avevo già letto che potevo tagliarlo e così dopo 10 minuti era a metà e dopo 20 l’ho tagliato del tutto. I primi cicli un po’ la sentivo, ma col senno di poi immagino fosse solo tensione al pensiero “ommamma, e se l’ho messa male e non tiene e mi sporco?”. Dopo 2-3 cicli è pasato tutto ed ho iniziato a dimenticarmi di averla.

L. : Qualche problema/difficoltà nell’uso?

C: Difficoltà dopo il secondo parto: il mio pavimento pelvico si era molto allentato tanto che la coppetta usciva da sola. Ho fatto gli esercizi di tonificazione (cercando “kegel” in rete si trovano molte informazioni utili) e già dopo 4-5 mesi è tutto tornato quasi come prima. devo continuare ad allenare il pavimento pelvico per migliorare ancora ed evitare che la coppetta scenda quando sono molto stanca e sotto sforzo, ma sono fiduciosa di riuscirci, visti i risultati ottenuti finora.

L. : Un’ultima domanda. UN motivo per cui la consiglieresti alle tue amiche? 
C: Un motivo solo? La pulizia. il sangue rimane tutto dentro la coppetta e non tocca né il canale vaginale né la vulva, niente più macchie sui pantaloni o sugli slip, niente più sorprese sul materasso al risveglio, niente più rotolini di assorbente zuppo da dover buttare (ancora ricordo l’imbarazzo la prima volta a casa dei suoceri), niente tampax sgocciolanti che dondolano pericolosamente dopo l’estrazione, niente più sangue sulle mani e sull’asciugamano facendo la doccia o il bidet. Però ce ne sono anche altri: niente più cattivi odori, niente più irritazioni da assorbente, niente più materasso tra le gambe, niente tampax che fanno male uscendo perché non si sono riempiti bene. Per chi va al mare o in piscina o comunque fa sport i vantaggi sono ancora di più. In pratica è quasi come non averlo, il ciclo. Devi solo ricordarti di svuotare e sciacquare quando è ora in base al tuo flusso, e per questo può essere utile mettere una sveglia perché più di una volta mi è capitato di dimenticarmene, e questo la dice lunga su quanto sia comoda. Sarà che ho un flusso piuttosto abbondante, ma a me la coppetta ha cambiato il modo di vivere il ciclo. Tanto che ora lo vivo più serenamente e non ho più la sindrome premestruale e si sono attenuati molto anche i dolori da ciclo che avevo prima, che evidentemente avevano causa psicologica.

 

Oggi vi parliamo di una coppetta che ha tutti i requisiti per conquistare le “incoppettate”! Ecco a voi Yuuki!

Qualche dato tenico: la Yuuki è prodotta da una ditta ceca con silicone medicale lavorato  in Germania dalla ditta Momentive. Si può ordinare di due taglie (small e large) e due diversi gradi di morbidezza (classic e soft) , per un totale di 4 scelte a seconda della vostra conformazione fisica e delle vostre esigenze! La Yuuki classica appartiene alla famiglia delle semirigide –  simile alla Mooncup – mentre la soft è leggermente più morbida.

La coppetta è disponibile solo trasparente e nel bordo superiore trovate scritto il marchio e la taglia ( non in rilievo, per consentire una maggiore facilità nella pulizia).  Al fondo ci sono tre cerchi in rilievo che permettono di afferrare la coppetta dal culetto anche nel caso decidiate di tagliare il gambo, che comunque è molto morbido. Io ho provato la Yuuki soft taglia piccola, e questa è la mia recensione, che ancora una volta spero vi sia utile!

Partirei con un dettaglio che mi è piaciuto un sacco: il contenitore. Fino alla scorsa volta usavo un pentolino per disinfettarla tra un ciclo e l’altro, ma c’è da dire che il contenitore è utilissimo sia per metterla nel microonde sia per portarla dietro o riporla dopo l’uso.  Inoltre, è gratis, viene spedito insieme alla coppetta al momento dell’acquisto: bella trovata, no?

Passiamo all’aspetto inserimento: la coppetta è semirigida, molto simile alla Mooncup (anche quella soft)
Nessun problema di inserimento, si apre subito! Anzi, bisogna fare attenzione a non allentare la presa nella piega a tulipano – che è quella che uso io di solito – perché fa subito lo scatto di apertura!  Il bordo superiore è leggermente più spesso, il che garantisce aderenza al tessuto pelvico. Non mi ha dato perdite, anche se come al solito dopo 8 ore ne avevo riempita meno di metà.

Aspetto pulizia : la Yuuki è solo trasparente, scelta che condivido, per cui si vede subito se rimangono tracce…i quattro buchini sono scanalati verso il basso, per cui pensavo che mi avrebbe dato gli stessi problemi di pulizia che mi aveva dato la Mooncup. Invece nessun problema, con l’acqua corrente va via tutto, prova superata!

Aspetto capienza: come dicevo dopo 8 ore era riempita a poco meno di metà, ma io ho un flusso scarso, quindi non fateci affidamento! Misurata con la siringa graduata ho visto che contiene 16,5 ml, quindi abbastanza capiente. Preciso che io ho preso la taglia 1, per donne sotto i trent’anni senza figli, e che per misurare la capacità ho calcolato un po’ sotto i due buchini.. La taglia più grande dovrebbe contenere fino a 28 ml, nel caso abbiate bisogno di una coppetta più capiente o preferiate una coppetta dal diametro più largo (circa 47 mm rispetto ai 42 della taglia 1).

Aspetto rimozione: come per Organicup, toglierla è stata una questione di secondi! Nonostante l’ottima aderenza si toglie infatti molto velocemente, il che mi permette di cambiarmi anche in situazioni scomode – anche questa  l’ho testata su Italo, a cui chiederò di fare da sponsor, prima o poi, data la frequenza con cui mi cambio nei suoi bagni!

Dal punto di vista dei costi, mi pare molto conveniente: 18 euro sul  sito di coppetta-mestruale.it , spedizioni escluse! Tenendo presente che c’è anche il contenitore, direi che la cifra è più che ragionevole.

Vogliamo trovarci un difetto? Ok…le istruzioni non sono in italiano, ma solo in inglese, francese, spagnolo e altre lingue europee…ma non credo sia un motivo valido per non comprarla!

Come al solito, se anche voi usate Yuuki saremo liete di pubblicare tra i commenti la vostra esperienza, e se avete domande non esitate a scriverci!!

Si avvicina l’estate e finalmente le più fortunate potranno andare al mare! 
E se siete appassionate di immersioni, magari vi sarete chieste se potete mettere la coppetta anche sott’acqua. A questa domanda ci ha gentilmente risposto una nostra lettrice, che ha scritto direttamente alla DAN (Divers Alert Network – è una fondazione senza fini di lucro che assiste i subacquei in difficoltà tramite una rete internazionale di centrali d’allarme e di soccorso e conduce ricerche scientifiche relative all’attività subacquea.). Vi riportiamo la loro mail di risposta, sperando che sia utile a tutte voi subacquee, professioniste e non! 
 
 
L’uso della coppa mestruale è noto fra le subacquee da alcuni anni e vi sono numerosi reports sul web, anche da parte di subacquee esperte che l’hanno utilizzata frequentemente senza problema, anche a profondità rilevanti.
 
Considerando che il volume delle coppe è modesto ( poco più di 20 ml per le misure più comuni) e che il volume della parte aerea dovrebbe essere ulteriormente ridotto dal sangue mestruale, considerando anche la flessibilità del materiale siliconico di cui la coppa è composta, il rischio di una pressione negativa, con effetto ventosa locale, è assai ridotto.
L’effetto ventosa, infatti, si ha normalmente quando una cavità aera abbia pareti elastiche e rigide o pareti semi-elastiche: al momento in cui le pareti non cedono più alla pressione e diventano rigide, la cavità aerea residua all’interno può andare in pressione negativa e provocare l’effetto ventosa.
Nel caso di un contenitore come la coppetta, totalmente morbido, questo fenomeno dovrebbe essere efficacemente prevenuto dalla flessibilità del materiale.
Consigliabile, comunque, provarla alcuni giorni prima di utilizzarla in immersione, per accertarsi che non generi fastidi generici, e prevedere immersioni “test” poco impegnative, a profondità gradualmente crescente, a conferma della buona tollerabilità anche in immersione.

 

Dr. Alessandro Marroni, M.D.
Chief Medical Officer, DAN Europe Foundation

Il post di oggi è dedicato a qualche precisazione sui gruppi d’acquisto, visto che ormai siete in tante a chiederci informazioni a riguardo!

Come potete vedere nella pagina DOVE COMPRARE , Lunethica ha attivato dei gruppi d’acquisto per facilitare le donne che vogliono prendere insieme la coppetta, e risparmiare in questo modo qualcosa, sia in termini di sconto  (se ce lo fanno!) sia in termini di spedizione.



Come funziona il gruppo d’acquisto? 

Molte aziende ci chiedono di arrivare a un minimo di dieci coppette per avere le spese di spedizione gratis…a volte, quando abbiamo già diverse richieste, ne prendiamo ugualmente dieci, tenendo quelle non vendute nel nostro minuscolo magazzino (attualmente non più grande di un cassetto!). Quindi non pensate “Oddio, dovrò aspettare altre 9 ragazze per avere la mia coppetta!”, ma chiedeteci se ce l’abbiamo da qualche gruppo di acquisto precedente, magari siete fortunate!.

Normalmente, in base alle richieste, cerchiamo di organizzarne uno al mese, e non abbiamo preferenze di marche, nel senso che per noi è indifferente ordinare una Fleurcup o una Mooncup. Ci è successo in questi mesi di attivare più gruppi con Meluna, perché ci è sembrata conveniente in termini di qualità/prezzo, ma non è esclusivo! 


Dov’è attivo il gruppo d’acquisto?



Se abitate a Torino, visto che Lunethica ha sede in questa città, cercheremo di organizzarci per portarti la coppetta GRATIS – oppure troviamo un punto d’incontro facile per entrambe!. Se invece abiti in un’altra città, contattaci ugualmente: possiamo cercare di far partire un gruppo d’acquisto nella tua città, e anche con la spedizione è probabile che ti costi meno di quanto la pagheresti normalmente!

Se il risparmio non ti sembra enorme, sappiate che insieme alla coppetta, con il suo astuccio, avrai altri vantaggi! Il gruppo d’acquisto, infatti, ti dà diritto a diverse cose:

–  con soli  2 euro, vi invieremo un dvd su come allenare il pavimento pelvico;

– ad assistere gratuitamente a spettacoli, incontri formativi sui temi più vari legati alla donna (dallo yoga all’ecocosmesi) che presto porteremo in giro per l’Italia,

– che verrete aggiornate su un grande progetto solidale cui stiamo lavorando…una grande ricerca su come le donne di tutto il mondo vivono “quei giorni” nella loro cultura…e l’ebook per voi sarà ovviamente a prezzo scontato!

ovviamente siete libere di acquistare la coppetta dove e come volete – ripeto, noi non ci guadagniamo niente e siamo felici  per qualsiasi scelta vorrete fare!

Se avete altre domande non esitate a scriverci, e in ogni caso, benvenute tra le future incoppettate!

Il post di oggi esce dagli schemi consueti: dimenticate per un attimo le coppette e date un’occhiata a questo video (è in inglese ma si capisce benissimo).
Una ragazza giovane e carina si mette davanti ad una farmacia con la bicicletta: ha dimenticato la catena a casa e ferma alcuni passanti  maschi chiedendo loro – udite udite!  – se per favore possono comprarle una confezione di tamponi. Le reazioni sono le più varie:
“Stai scherzando?”
“Ti tengo io la bicicletta se vuoi, ma comprateli tu.”
“Non ho capito, ti serve della carta igienica?”
“Tamponi per farci cosa?” (!!!!!)
C’è persino un tizio che non riesce a chiamarli per nome, manco fossero una malattia!

Insomma, alla fine credo che la poveretta dovrà lasciare la bici e andarci lei in farmacia…E a voi, è mai successo di mandare un amico, il compagno, il fratello a comprare questo genere di prodotti al posto vostro? E qual è stata la reazione? Siamo curiose di sapere i commenti, e sopratutto di trovare l’ UOMO DELL’ANNO che regalerà la coppetta alla propria fidanzata/sorella/amica… sconti speciali, promesso!

Ps: un grazie a E., che ci ha testimoniato l’esistenza di uomini che  non solo sono disposti a comprare i tamponi al posto della compagna, ma sono anche esperti in materia! Bravi, date il buon esempio!

Ci sono molti modi per ricordare la grandissima Franca Rame, recentemente scomparsa. Noi ne abbiamo scelto uno decisamente inconsueto, presentandovi un corso che si terrà alla Libera Università di Alcatraz, un posto magnifico creato da Jacopo Fo – figlio della coppia – e su cui potete trovare informazioni qui.
Il corso sarà dal 7-14 luglio, ed è dedicato a quelle donne che soffrono di mestruazioni dolorose e di ciclo irregolare. Di seguito riportiamo giusto un estratto della presentazione, ma sul sito trovate tutte le informazioni necessarie, oltre che un questionario da compilare prima di iscrivervi.
” Molte donne devono affrontare ogni mese un periodo di grande sofferenza o prima o durante o dopo il ciclo mestruale. Un altro aspetto a cui spesso si dà poco valore è l’irregolarità del ciclo, che è segno, sempre, di una disfunzione. Bisogna sapere che finchè la luna sarà posizionata dov’è attualmente, il ciclo delle donne avrà una durata che va dai 28 ai 30 giorni, con un flusso di 3-4 giorni. Siamo certi che qualsiasi patologia non ha mai una sola causa, ma una serie di concause di valore diverso. La soluzione va quindi ricercata lavorando su le diverse origini del problema. Siccome fra le cause attribuite alle mestruazioni dolorose e ciclo irregolare ci sono, spesso, delle false credenze o delle abitudini consolidate, non è sufficiente conoscerle, ma si rende necessario provare un modello diverso perché lo si possa fare proprio. In questa settimana lavoreremo dunque su quelle che, per la nostra esperienza, sono le concause più frequenti delle disfunzioni del ciclo mestruale. Prima fra tutte, la scorretta mobilità dell’utero. Ciò che pochi sanno è che l’utero è un muscolo che si deve poter contrarre liberamente e si deve poter muovere facilmente rispetto ai “vicini di casa”. Spesso le cicatrici o un cattivo funzionamento dell’intestino possono essere una limitazione al movimento. Su questo fatto l’osteopatia che noi proponiamo è assolutamente vincente, e questa settimana sarà l’occasione di provare a percepire i benefici di questa pratica. Partendo dal concetto secondo il quale “la conoscenza rende liberi”, il corso consentirà di apprendere nozioni di anatomia umana sul funzionamento dell’utero e non solo. Illustrando il funzionamento e le relazioni tra i vari organi potremo insieme cercare di andare all’origine del problema, o per lo meno di alcune delle concause principali. In questo modo potremo dare delle risposte ai “perchè” e a quelle che spesso i ginecologi imputano come “cause” della disfunzione. Un aspetto estremamente importante, benchè spesso trascurato o su cui si hanno informazioni del tutto errate, è la respirazione e la mobilità del diaframma. Questa settimana sarà l’occasione per comprendere appieno la corretta respirazione seguendo i principi di www.tuttorespiro.it; avremo occasione di sperimentare questo modello per migliorare i dolori mestruali e soprattutto per la stabilizzazione dei benefici ottenuti. Tra le concause che certamente non vanno trascurate c’è l’alimentazione a cui, durante il corso, presteremo particolare attenzione, sia alla qualità dei cibi, che alla loro bontà (il ristorante di Alcatraz è recensito dallo Slow Food). Questo perché siamo convinti che anche un’alimentazione corretta, migliorando lo stato di salute generale, possa influire positivamente sul percorso di riequilibrio naturale. Il programma settimanale prevede molte altre attività e insegnamenti che scoprirete giorno dopo giorno. Il grande valore aggiunto del corso di liberazione dalle mestruazioni dolorose e ciclo irregolare sarà esperire sul campo dei cambiamenti nello stile di vita, questo perchè siamo convinti che solo l’esperienza crea il cambiamento.
Le altre informazioni (dove, come, quanto) le trovate sul sito di Alcatraz, cliccando direttamente qui

Eccoci qui, finalmente, con una nuova coppetta da recensire! Dopo aver visto le offerte su Groupon ci siamo incuriosite, e abbiamo chiesto all’azienda danese Organicup di farci provare la coppetta per potervene parlare qui sul blog. Devo dire che sono stati gentilissimi, la coppetta è arrivata subito e visto che – casualmente – ero anche in periodo ciclo ho potuto sperimentarla quasi subito!

Partirei con un dettaglio che ho molto apprezzato: il packaging. So che per molte di voi non è così importante, eppure sono rimasta colpita dalla confezione essenziale: solo un cartoncino, al cui interno si trovano anche le istruzioni, la coppetta e il sacchetto in cotone per riporla. Insomma: niente sprechi di carta, plastica, foglietti volanti che verranno buttati dopo pochi minuti. Se pensiamo che tra le motivazioni che spingono all’uso della coppetta c’è certamente anche quella ecologica, quelli di Organicup mi sembrano decisamente coerenti, no?

Passiamo all’aspetto inserimento: la coppetta è semirigida, molto simile alla Meluna e più morbida di Mooncup…il primo giorno ho avuto un po’ di difficoltà, nonostante la pratica, perché non riuscivo a trovare la giusta angolazione e non mi sembrava completamente aperta – una sensazione confermata dal fatto che c’era qualche piccola perdita…. Dal secondo giorno in poi, invece, non ho avuto nessun problema, l’ho persino cambiata in bilico nella toilette di Italo (ok che non è un regionale, ma non è comunque il massimo della comodità!). Il bordo superiore è leggermente più spesso, il che garantisce aderenza al tessuto. Personalmente, per inserirla continuo a servirmi della piega a tulipano…(vedi post).

Aspetto pulizia : Organicup è solo trasparente, scelta che condivido, per cui si vede subito se rimangono tracce…i quattro buchini sono laterali, per cui è facile pulirli con un po’ d’acqua corrente. da questo punto di vista, nessun problema!

Aspetto capienza: dopo 6 ore era riempita a metà, ma io ho un flusso scarso, quindi non fateci affidamento! Misurata con la siringa graduata ho visto che contiene 16ml, quindi come la Mooncup. Preciso che io ho preso la taglia A, per donne sotto i trent’anni senza figli, e che per misurare la capacità ho calcolato un po’ sotto i due buchini..questo perché non mi sembra il caso di arrivare all’orlo per svuotarla, no? La taglia più grande dovrebbe contenere fino a 25 ml, nel caso abbiate bisogno di una coppetta più capiente.

Concludo con un’osservazione sulla rimozione: se per l’inserimento Organicup è simile alle altre coppette provate finora, per la rimozione le batte tutte: niente sottovuoto, toglierla è stata una questione di tre secondi! Rispetto ad altre coppette, in cui avevo la sensazione dell’utero risucchiato (!) questa è stata una passeggiata! é strano, perché mi sembra all’esterno molto simile alla Meluna, eppure al momento è stata la coppetta che mi ha dato più soddisfazione – se così si può dire! – da questo punto di vista.

Dal punto di vista dei costi, se non avete avuto la fortuna di comprarla sui siti di coupon (Groupon la vendeva a 17 euro) il prezzo di Organicup non è proprio basso: 42 euro, spedizione compresa. La trovate in due taglie: A, per donne sotto i 30 anni senza parti vaginali, e B per tutte le altre. Vi consiglio comunque di tenere sott’occhio i siti di sconti, e il nostro blog, dove vi segnaleremo subito le eventuali promozioni!

E se la nostra lunga recensione vi avesse lasciato ancora qualche dubbio potete sempre andare sul sito internet di Organicup !

Ieri pomeriggio mi trovavo in gelateria con alcuni amici. Con le ragazze abbiamo finito per parlare di coppette -una di loro l’aveva appena comprata e mi chiedeva dei consigli sull’inserimento… Come spesso succede, la conversazione è stata intercettata dalle antenne pettegole dei ragazzi, e i commenti che ne sono seguiti sono stati, più o meno, questi:

– Una coppetta? Figo, e poi quando la togli schizza tutto? (no comment)
– Ma funziona anche da preservativo?
– Che schifo, io non starei mai con una che la usa (questo era il fidanzato della ragazza in questione…hem…)
– Ma poi la butti nel water?
– Ma se ti metti a testa in giù il flusso risale? ( come no, esce dalle orecchie!!)

Ovviamente, non si può pretendere che il mondo maschile capisca in pieno l’universo che ruota intorno al ciclo femminile, e si sprecano gli stereotipi e i pregiudizi in questo senso. Io sono stata fortunata, perché da subito ho condiviso con il mio ragazzo questa “scoperta” – anche se, poveretto, non ne può più nemmeno lui, tra le varie recensioni e i gruppi d’acquisto! – però mi rendo conto che il tema può essere scottante… Alcune marche scrivono che “la coppetta è seducente, perché anche in quei giorni potete dormire nude con il vostro Lui senza i mutandoni della nonna o fastidiosi fili che escono”…Se posso dire la mia, sono tutte balle: in quei giorni l’ultimo dei miei problemi è dormire nuda o con il pigiamone di pile, e non credo che questo possa compromettere la mia relazione!
E’ vero, però, che se con il vostro partner avete un minimo di confidenza e state pensando di “incoppettarvi”, o se vi conoscete da poco e lui vi propone di andare al mare proprio mentre voi avete il ciclo, può succedere di affrontare l’argomento…Dirglielo? Non dirglielo? Far finta di niente? 
Credo che la soluzione sia molto semplice: il ciclo fa parte di voi, è una cosa con cui – volente o no – dovrà convivere pure lui. Parlare della coppetta, (senza scendere nei dettagli, però, sono comunque ometti suggestionabili!) vuol dire renderlo partecipe di una vostra scelta, ecologica, etica ed economica. Vuol dire renderlo partecipe di una parte di voi stesse! 
Tornando alla discussione di ieri, mi ha colpito la frase di uno dei ragazzi, che ha messo fine alle battute degli altri con un commento: “Se aveste una sorella che la usa, non vi fareste di questi problemi”. Ecco qui: un figlio/fidanzato/amico/fratello informato è infatti il primo passo per vincere  tutta una serie di pregiudizi e di stereotipi legati al ciclo femminile: vostro figlio non si scandalizzerà parlando di coppette con la sua fidanzata, così come il vostro amico…e la ragazza di vostro fratello vi sarà grata per aver già fatto opera di sensibilizzazione! Quindi, non abbiate paura di parlarne, sappiate che state facendo un grande favore a tutte le altre! 🙂 
PS: e ora sono curiosa…con il vostro Lui ne avete parlato? o fate ancora finta di niente tanto non si è accorto che dall’armadio del bagno sono spariti pacchetti e pacchetti di assorbenti?

Scegli tu in che modo aiutarci a realizzare i nostri progetti!