Blog

Candida e coppetta: che fare?


La candida, contrariamente al nome che porta, è un problema con cui tutte le donne (o quasi) si sono scontrate: per nulla piacevole, questo fungo causa non pochi fastidi, tra cui prurito e perdite biancastre e “ricottose” – sì, il termine non è elegante ma definisce perfettamente l’elemento! La presenza di questo fungo, che appartiene alla famiglia dei saccaromiceti, è in realtà perfettamente normale, sopratutto nel tratto gastro-intestinale: il suo compito, infatti, è di contribuire alla digestione degli zuccheri (non è un caso che tra gli alimenti sconsigliati vi siano sopratutto carboidrati e cibi fermentati, come la pizza, il pane e ahimè anche la pasta e la birra!). 
Per quanto riguarda le cause, senza voler fare i ginecologi della situazione, possiamo individuarle in alcuni stili di vita errati – indumenti aderenti che non  lasciano traspirare la pelle, un’alimentazione scorretta, l’uso prolungato di antibiotici e in alcuni casi degli anticoncezionali. In genere, il Ph della vagina, normalmente acido, subisce degli squilibri, tendendo a valori più basici e favorendo quindi l’infezione. 
I rimedi possono essere vari – molte di noi si ritrovano a dover combattere contro la candida a lungo – e variano da persona a persona. In alcuni casi può bastare una cura naturale, assumendo probiotici, eliminando gli zuccheri dalla dieta o usando l’olio essenziale di tea tree. Tuttavia, in alcuni casi è necessario ricorrere ad antimicotici specifici, e la cura può durare diversi giorni ed estendersi al partner per evitare circoli viziosi sicuramente non auspicabili.

La premessa fondamentale, per non scoraggiare nessuna di voi, è che la coppetta non è in alcun modo responsabile della candida: d’altra parte, proprio come nel caso di un partner che potrebbe ritrasmettervi il fungo, è necessario disinfettare la coppetta eventualmente contagiata per eliminare tutte le spore residue ed evitare che, al ciclo successivo, possano essere nuovamente a contatto con le pareti vaginali. 

In questo caso la semplice bollitura non basta: la procedura più semplice ed economica è l’ipoclorito di sodio – un nome apparentemente complicato, che nasconde la normalissima candeggina ( 1 cucchiaino diluito in un bicchiere acqua) o l’amuchina ( 2-3 cucchiani nel bicchiere d’acqua). Lasciate a bagno per una mezz’oretta, sciacquatela e mettetela nel sacchettino! Facile no? 



Share it on

3 Comments

  1. Melissa Love / 27/06/2014

    La Candida non è immortale e muore a 100% (spore comprese). Usare la candeggina non va bene perché se rimangono tracce sulla coppetta e poi viene inserita in vagina, possono esserci irritazioni. Basta semmai una bollitura un po’ più prolungata: scusa, ma niente sopravvive a 10 minuti di bollitura, nemmeno le spore della candida 😉

    • Lunethica / 29/06/2014

      Ciao Melissa, quest’articolo è stato scritto da un’ostetrica e come tale lo prendiamo per valido. la bollitura a 100° non sterilizza completamente e non elimina del tutto le spore della candida. Ad ogni modo, per evitare che restino tracce di amuchina basta sciacquare la coppetta nuovamente con l’acqua. Ciao!

    • Anonymous / 14/12/2014

      Ciao, grazie dell’articolo, mi è stato molto utile. dopo l’estate ho avuto un pò di problemi con la candida, per la prima volta nella vita. e usando la coppetta è tornata dopo ogni mestruazione. confermo, la bollitura prolungata non risolve nulla. l’unica salvezza è l’ipoclorito di sodio!ciao, Olga

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Scegli tu in che modo aiutarci a realizzare i nostri progetti!